Tamponi, sindaci della penisola sorrentina contro l’Asl «Troppe omissioni sui dati dei test in lavorazione»

Salvatore Dare,  

Tamponi, sindaci della penisola sorrentina contro l’Asl «Troppe omissioni sui dati dei test in lavorazione»

La lettera è durissima. Tant’è che nel documento si parla apertamente di «omissione». Come non era capitato prima, in piena pandemia, rischia di aprirsi uno scontro istituzionale. Sui tamponi, dopo stilettate a distanza lanciate anche a mezzo stampa, scoppia dunque ufficialmente la bagarre con i sei sindaci della penisola sorrentina che entrano in tackle sull’Asl Napoli 3 Sud e invocano un netto cambio di marcia. Motivo? I Comuni non hanno diretto e tempestivo riscontro di casi sospetti di coronavirus e test in elaborazione. E ciò, secondo i sindaci, va incidere sul tentativo di estendere il monitoraggio e predisporre «misure di prevenzione», anche nei confronti di coloro che sono venuti a contatto con i pazienti. La comunicazione inviata all’unità di prevenzione del distretto 59 di Sant’Agnello e all’Asl Napoli 3 Sud conferma che non tutto fila liscio. A firmare il documento è il primo cittadino di Massa Lubrense, Lorenzo Balducelli, che «per sé e per conto» dei colleghi Giuseppe Cuomo (Sorrento), Piergiorgio Sagristani (Sant’Agnello), Vincenzo Iaccarino (Piano di Sorrento), Giuseppe Tito (Meta) e Andrea Buonocore (Vico Equense), chiede ragguagli precisi, costanti e frequenti. «Ogni giorno, intorno alle 14, l’Asl, tramite pec, comunica l’elenco dei tamponi eseguiti e di cui si ha l’esito con i dati di ciascun soggetto sottoposto a test. Non siamo invece messi a conoscenza, da parte dell’azienda sanitaria, dei tamponi effettuati e il cui esame è ancora in corso. Credendo che questa fosse una notizia essenziale da ricevere, vogliamo che insieme all’invio dei tamponi esitati ci siano anche quelli in corso». Nel documento, l’assenza delle comunicazioni sui casi sospetti di Covid 19 e di cui manca il verdetto del test dai laboratori, provoca un grosso problema. «Questa omissione rende di fatto disagevole l’opera di prevenzione e contenimento del rischio del contagio da parte del Comune – dice Balducelli – Solo a distanza di 24, 48 ore, si può prendere coscienza dell’eventuale positività dei soggetti sottoposti a tampone e quindi di veder applicata la misura della quarantena con sorveglianza attiva». Ecco perché c’è la necessità, a detta dei sindaci della penisola sorrentina, di includere nel pec giornaliera anche gli estremi delle persone sottoposte a tampone o per cui è stato richiesto l’esame. L’ipotesi è anche quella di applicare contenimenti preventivi per i casi sospetti che non necessitano di ospedalizzazione. In penisola sorrentina, pure per trasparenza, quattro Comuni su sei (Sorrento, Massa Lubrense, Sant’Agnello e Meta) hanno istituito la Covid Map che intende divenire uno strumento utile sia in termini di contenimento del contagio sia di divulgazione di notizie. E’ un’unità di crisi impiega tecniche di data analytics. I sindaci hanno individuato alcuni collaboratori, tra cui esperti in materia sanitaria, chiamati a utilizzare numeri, report ed informazioni, per organizzare e gestire l’emergenza. Come? Rifacendosi un po’ al sistema Corea, ovvero indagando – grazie alla disponibilità dei pazienti positivi – sui contatti, sui possibili nuovi casi e sugli isolamenti anche preventivi. Non solo: c’è anche un sito che in tempo reale diffonde statistiche, report dei contagi e dei tamponi e altre notizie ritenute utili.

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