Coronavirus: appello dei ricercatori “fase 2 con test e geolocalizzazione”

Redazione,  

Coronavirus: appello dei ricercatori “fase 2 con test e geolocalizzazione”

Identificare precocemente le persone positive al nuovo coronavirus con test molecolari e sierologici di massa, obbligo per tutta la popolazione che abbia contatti con il pubblico di indossare mascherine filtranti e protettive e utilizzo dei dati elettronici per tracciamento e geolocalizzazione fino al termine dell’emergenza: è quanto il mondo scientifico chiede al governo nell’appello di 150 ricercatori. Tra i firmatari il fisico Alberto Aloisio dell’università Federico II di Napoli, Ida Nicotra, dell’ Autorità nazionale anticorruzione (Anac), il presidente Consiglio Universitario Nazionale (Cun) Antonio Vicino, il presidente dell’ Istituto Nazionale Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (Ogs) Nicola Casagli, Giuseppe già capo dipartimento della Ricerca del ministero per l’Istruzione, Uniersità e Ricerca, il coordinatore area Intelligenza Artificiale per il Piano Nazionale della Ricerca , Pierluigi Contucci, il genetista Paolo Gasparini dell’università di Trieste, il cardiochirurgo Gino Gerosa dell’università di Padova.Nell’appello i ricercatori chiedono che “si realizzi urgentemente una campionatura rappresentativa della popolazione per comprendere la reale estensione del contagio e la letalità del virus” e la “progressiva adozione di misure alternative all’isolamento domiciliare generalizzato, all’interno di una chiara strategia di contenimento della diffusione del virus” e ” in particolare il ricorso al tracciamento puntuale del contagio”.

Chiedono inoltre “l’identificazione precoce dei positivi con indagini molecolari e sierologiche di massa, “l’avvio di una produzione su larga scala del materiale necessario per le indagini molecolari e sierologiche” e l’obbligo per tutta la popolazione che abbia contatti con il pubblico di indossare mascherine filtranti e protettive”. L’appello sollecita inoltre “la sospensione – ai sensi e nel rispetto degli articoli 9, comma 2 e 23 del GDPR e del Considerando n. 73 del GDPR-, fino al termine della emergenza, con apposito decreto legge, del diritto alla privacy e della limitazione all’utilizzo dei dati elettronici allo esclusivo fine della adozione delle misure necessarie al tracciamento, alla eventuale geolocalizzazione, a rilevazioni epidemiologiche, e alla ricerca. Contestuale previsione della distruzione dei dati così raccolti al termine dell’emergenza fissato per legge”. Si chiede inoltre “l’indicazione di tempi certi a partire dai quali i diritti costituzionali alla libertà di movimento, di riunione e di libera iniziativa privata vengano ristabiliti garantendo condizioni di sicurezza per lavoratori e cittadini” e infine “la condivisione e la pubblicizzazione del piano di governo per il contenimento dell’epidemia e la gestione della fase 2 con modalità tali da rendere aperto il confronto con tutta la comunità scientifica nazionale”.

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