Migliorano le acque del Sarno, partono le indagini dell’Arpac: «La natura si riprende i suoi spazi»

Tiziano Valle,  

Migliorano le acque del Sarno, partono le indagini dell’Arpac: «La natura si riprende i suoi spazi»

Valutare l’incidenza delle misure anti-contagio sull’ambiente e in particolare sul Sarno, il fiume più inquinato d’Europa. Lo stop alle fabbriche, il miglioramento dello stato di salute di alcuni affluenti nei quali finiscono gli scarichi abusivi, potrebbero aver generato un miglioramento dello stato di salute delle acque. Alcune foto scattate nei giorni scorsi testimonierebbero che da quando è scattato il lockdown, ci sarebbero stati dei benefici. Ma le sensazioni, seppur diffuse, non bastano e così il Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, ha chiesto anali- si approfondite per fotografare la situazione attuale. Nella giornata di ieri, su disposizione del comando generale del corpo delle Capitanerie di Porto e sotto il coordinamento della Direzione Marittima della Campania, il personale della Capitaneria di porto di Castellammare di Stabia insieme a tecnici dell’Arpac ha effettuato un monitoraggio e campionamento delle acque alla foce del Fiume Sarno, al confine tra i Comuni di Castellammare di Stabia e Torre Annunziata. I campioni prelevati saranno analizzati dagli esperti dell’agenzia regionale per la protezione ambientale e i valori saranno comparati con quelli rilevati in precedenza proprio per cercare di capire se e quanto hanno inciso sullo stato di salute del Sarno, le misure di sicurezza adottate per contrastare la diffusione del Coronavirus. «Avevo anticipato di aver attivato tutte le forze competenti per un monitoraggio speciale delle acque del nostro territorio, tornate limpide – ha commentato il ministro Sergio Costa – Come ho detto è importantissimo fotografare la situazione attuale per riparti- re, non tornando indietro, ma andando avanti». Il risultato delle analisi, qualora confermassero la sensazione di un miglioramento dello stato di salute delle acque, potrebbero fornire importanti indicazioni anche sull’incidenza degli scarichi abusivi nel fiume Sarno. Nonostante i massicci controlli degli ultimi anni, l’ipotesi è che ci siano ancora molte aziende che riversano gli scarichi industriali negli affluenti del Sarno. Veleni che poi finiscono a mare proprio al confine tra Castellammare di Stabia e Torre Annunziata. «La Natura sta riprendendo i suoi spazi. Lo stiamo vedendo ovunque, in Italia grazie anche alle decine di video di mari, fiumi e corsi d’acqua in- credibilmente puliti – ha detto il ministro Sergio Costa, attraverso un post sulla sua pagina Facebook – Penso a Venezia, con i suoi canali trasparenti, alle acque tirreniche, al Sarno, uno dei fiumi più inquinati d’Europa, mai così limpido. Possiamo dire che oggi siamo al punto zero. Una situazione difficilmente replicabile (e speriamo mai più per i tragici motivi di questi giorni). È importante fotografare questa situazione, e per questo, raccogliendo lo stimolo e lo spunto di Marevivo Onlus, ho chiesto un monitoraggio straordinario delle acque a Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera, Guardia di Finanza – insieme per la legalità e Carabinieri, affinché attivino i reparti di sommozzatori che, insieme al lavoro di analisi dei dati da parte di Ispra – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale e delle Arpa, possano darci un punto di partenza, anzi, un punto di RI-partenza». Nel mirino del Ministro Costa ci sono proprio le industrie: «Il prima possibile il Paese tornerà a produrre, e siamo tutti consapevoli che occorrerà cambiare il paradigma e produrre diversamente: costruiremo insieme una nuova normalità, sappiamo che è assolutamente necessario – ha spiegato – Questa fotografia sarà il punto di riferimento per i controlli futuri dei mari, dei laghi e fiumi, affinché la Natura e il nostro Paese possano essere sempre più tutelati».

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