Salvatore Dare

Hilton Sorrento, la beffa bonus agli stagionali: “colpa” di un dpr vecchio di 57 anni

Salvatore Dare,  

Hilton Sorrento, la beffa bonus agli stagionali: “colpa” di un dpr vecchio di 57 anni

Prendiamo un dpr vecchio di 57 anni. Aggiungiamoci l’ansia per la pandemia. E mettiamoci pure una massiccia dose di sofferenze economiche, un po’ di confusione e la rabbia (legittima) per essersi visti negare il bonus sbloccato da governo e Regione. Il risultato sarà un marasma completo che finisce di acuire le tensioni patite da chi, tipo 100 lavoratori stagionali dell’Hilton Sorrento Palace, rischia seriamente di venir silurato dal giro di benefit Covid 19. Premessa doverosa: questi dipendenti dell’albergo di Sorrento, stando a ciò che viene indicato dal decreto Cura Italia e che è tuttora recepito dall’Inps, non hanno diritto al bonus statale di 600 euro. A questo beneficio si aggiunge il “ticket” di 300 euro che viene riconosciuto dalla Regione Campania e che segue gli stessi criteri impressi dal governo centrale. Pure questi soldi non possono essere erogati.

Qual è il nodo della questione? I lavoratori hanno contratti a termine e sono in servizio presso una struttura, l’Hilton Sorrento Palace, che non rientra per tempi e modalità in quelle prescrizioni che la normativa vigente fissa nero su bianco per catalogare la struttura in stagionale.

Per farla breve: l’albergo lavora per tutto l’anno. E dunque i dipendenti che vengono assunti pure per i mesi d’estate non sono inquadrabili come veri e propri stagionali seppur in sostanzia lo siano a tutti gli effetti. A diradare la nebbia delle fake news e delle interpretazioni errate che vengono magari fornite sui social, resta proprio il dpr 1525 del 1963. E’ il testo che va a normare pure il lavoro stagionale. E’ esaustivo ciò che viene snocciolato all’articolo 48 del provvedimento. Ovvero: sono stagionali quelle attività «esercitate dalle aziende turistiche, che abbiano, nell’anno solare, un periodo di inattività non inferiore a 70 giorni continuativi o a centoventi giorni non consecutivi». Da qui non si sfugge.

E’ questa la disposizione decisiva che incide sulla mancata erogazione dei bonus. Fatta la somma, ecco il totale: andare appresso a presunte soluzioni estemporanee, addirittura come quelle di chi sostiene che per risolvere l’enigma possa bastare “variare” i codici di inquadramento della struttura, è una cosa letteralmente impossibile. Né è una pertinenza o addirittura una colpa che grava sui consulenti del lavoro dell’albergo men che meno sulla proprietà, la famiglia Russo.

Lo sanno bene i dipendenti che, sostenuti pure dalle rappresentanze sindacali, auspicano che sui tavoli regionali e statali possano essere considerate le loro istanze. Che, è evidente, sono comuni a tante altre categorie di lavoratori a termine sia nell’ambito strettamente alberghiero (a Sorrento non c’è solo la piattaforma organica dell’Hilton nelle condizioni di non percepire il bonus, ma la vertenza accorpa molte altre unità nei settori ricettivi) sia in quello dei transfer, a partire dagli autisti Ncc, 10mila in Campania che non sanno come sbarcare il lunario.

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