Un esercito di barbieri abusivi: «Noi chiusi, gli sciacalli a lavoro»

Elena Pontoriero,  

Un esercito di barbieri abusivi: «Noi chiusi, gli sciacalli a lavoro»

Non ritenuti necessari in questa emergenza sanitaria, a casa sono rimasti parrucchieri, barbieri e estetiste. Attività che offrono un servizio di cui, teoricamente, se ne può fare a meno. E se i professionisti del settore hanno rispettato alla lettera le restrizioni, abbassando le serrande, ad accontentare gli estimatori del look anche durante la quarantena, ci hanno pensato gli abusivi. Pettine e forbici alla mano, o creme e lozioni per il corpo, o ancora prodotti per la cura delle unghie e gli sciacalli dell’ultima ora hanno offerto un servizio a domicilio, sfidando lo Stato e il virus. Con tanto di rischi non soltanto per i prodotti utilizzati, ma anche perché mine vaganti e potenziali untori del Covid-19. Lo dice chiaro e forte Domenico Sicignano, parrucchiere e barbiere di Santa Maria la Carità, in rappresentanza della categoria di artigiani altamente penalizzata e senza prospettive rapide di riapertura delle attività. «E’ ben noto a tutti quanto sta accadendo, eppure nonostante i controlli tanti sedicenti parrucchieri, barbieri ed estetiste, continuano ad operare senza problemi offrendo servizi a domicilio, senza aver in tasca nessuna licenza. Sciacalli che, oltre a rovinare la nostra categoria, mettono a rischio i clienti». L’esercito degli abusivi non è certo una novità, è sempre esistito anche prima della pandemia. Ma forse meno forte, proprio per la possibilità di scelta che i clienti avevano. Ovvero quella di affidarsi a esperti o mettersi nelle mani dei parrucchieri improvvisati. «Un mestiere che non può essere fatto senza una preparazione, senza rispettare le norme igienico-sanitarie. Utilizzare spazzole e forbici non sterilizzate è un ulteriore rischio», sottolinea a doppia riga Domenico Sicignano, in rappresentanza della categoria, e iscritto alla Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa, (Campania nord) con sede a Castellammare di Stabia. Una denuncia che si basa su prove certe «è palese quanto stia accadendo – continua Sicignano – E’ evidente che c’è qualcuno che sta fornendo un servizio a domicilio, perché c’è da chiedersi, come mai tante persone hanno una piega perfetta, niente capelli bianchi o barbe curate, così come manicure all’ultima moda. Insomma, non prendiamoci in giro il grande danno con cui saremo costretti a fare i conti sarà decretato anche dagli abusivi, ora più che mai. A noi – replica duro Domenico Sicignano – è stato dato un “contentino” di 600 euro che è bastato per coprire parte delle spese, visto che siamo oramai fermi da quasi due mesi». Soldi che escono ma non entrano, perché parrucchieri, barbieri e estetiste resteranno chiusi ancora per molto tempo. Anche per un’organizzazione ancora in alto mare, che possa dare una gestione sicura e a prova di virus, con la possibilità di riaprire le botteghe. Tra le prime ipotesi c’era quella di offrire il servizio a un solo cliente per volta. Una possibilità che non darebbe ossigeno alla categoria degli artigiani, e nello specifico proprio agli hair stylist che, in effetti, dimezzerebbero di gran lunga il fatturato, con tutte le conseguenze di una mancata coperture delle spese che, inevitabilmente, resteranno le stesse. Ed è così che molte serrande rischiano di restare abbassate anche dopo l’uscita dall’attuale emergenza sanitaria. Dubbi sulle riaperture che hanno fomentato il mercato sommerso e l’onda anomala di parrucchieri, barbieri e estetiste abusivi ha inghiottito in un sol colpo buona parte degli artigiani regolari, che per le restrizioni, invece, hanno dovuto deporre le armi del mestiere.

CRONACA