Salvatore Dare

Penisola e costiera, 3.500 driver Ncc senza bonus: «Aiutateci, non è giusto». Appello a De Luca

Salvatore Dare,  

Penisola e costiera, 3.500 driver Ncc senza bonus: «Aiutateci, non è giusto». Appello a De Luca

Diecimila in Campania, più di 3.500 tra penisola sorrentina e costiera amalfitana. Sono driver professionisti che all’improvviso hanno subìto una beffa clamorosa e oggi rischiano di finire sul lastrico.Tagliati fuori dal giro di bonus statali e regionali. Nonostante siano lavoratori stagionali, nella sostanza non lo sono. Motivo? Hanno contratti a tempo determinato e rientrano in ditte che, come precisa l’Inps, non fanno parte della platea dei codici che sono “meritevoli” del benefit anti Covid da 600 euro. Stesso discorso riguarda i 300 previsti dalla giunta regionale. E’ l’identica querelle denunciata già per 100 lavoratori dell’Hilton Sorrento Palace. Come dettato pure dal decreto Cura Italia, i dipendenti delle aziende che non osservano la pausa invernale, che vantano quindi un servizio annuale, non sono ritenuti stagionali. Ergo, niente bonus.Il settore trasporti è in ginocchio e ai tempi dell’emergenza coronavirus a pagarne le conseguenze sono anche gli autisti Ncc, i primi protagonisti della filiera turistica perché trasportano i clienti da aeroporti e stazioni ferroviarie conducendoli fino a hotel e strutture extralberghiere. La tensione è alle stelle e i driver hanno deciso di inviare un documento al governatore Vincenzo De Luca.«La situazione attuale ha colpito in maniera devastante il comparto turistico degli autisti Ncc stagionali e ha compromesso la normale ripresa dello svolgimento delle attività lavorative – si legge nella missiva – Fanno parte di questa categoria anche lavoratori a contratto a tempo determinato, le cui aziende producono maggiore fatturato nel periodo cosiddetto “stagionale” che solitamente inizia dal mese di aprile e che ha termine nel mese di fine ottobre. La maggior parte di queste imprese è costretta a licenziare il proprio personale per poi riassumerlo l’anno seguente. Questa tipologia di inquadramento è diffusa maggiormente nel Sud Italia, in regioni dove il turismo è concentrato soprattutto nella stagione estiva. Tutto il lavoro viene svolto seguendo le norme disposte dal governo ed è connesso alle attività alberghiere delle maggiori regioni turistiche italiane».Ci sono due richieste. La prima: essere inclusi nei prossimi decreti per il sostegno economico. La seconda: estensione della Naspi.Sos anche da Capri dove sono stati dimenticati tanti stagionali: partono appelli e richieste rivolte a Comuni, Regione, Governo e gruppi parlamentari per comprendere la situazione paradossale che si vive sulle terra dei Faraglioni. «Ci sono territori come Capri dove è priva di senso la suddivisione della tipologia produttiva – ha spiegato Patrizio Messercola dal gruppo lavoratori pendolari stagionali Capri – Qui tutte le imprese e tutti i lavoratori sono legati in maniera indissolubile al turismo, compresi i tantissimi lavoratori facenti parte dell’indotto a cui il decreto non fa riferimento».

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