Covid, la natura respira. Il sindaco di Sant’Agnello: «Noi causa di inquinamento, ora patto salva ambiente in penisola»

Salvatore Dare,  

Covid, la natura respira. Il sindaco di Sant’Agnello: «Noi causa di inquinamento, ora patto salva ambiente in penisola»

Oggi è la giornata mondiale della terra, il cinquantesimo anniversario della ricorrenza a difesa del pianeta. E all’epoca della pandemia di coronavirus in penisola sorrentina si apre il dibattito sulla fase due. In particolare, su come preservare la “rinascita” dell’ambiente dopo quasi due mesi di lockdown. A partire dal mare, così pulito. Senza parlare dell’aria, priva di smog. Passando alla salute delle montagne. «Stiamo assistendo a spettacoli bellissimi e ciò ci deve indurre a imprimere un giro di vite anche quando tutto tornerà alla normalità» sottolinea il sindaco di Sant’Agnello, Piergiorgio Sagristani. Che sta iniziando a coltivare un’idea. Ovvero: istituire una sorta di tavolo di discussione, una piattaforma programmatica, con amministrazioni comunali, associazioni e ambientalisti attraverso la quale diffondere regole e pratiche per preservare questo rilancio dell’ambiente. «Noi uomini siamo i responsabili dell’inquinamento e doverosamente dobbiamo interrogarci per far sì che questo effetto legato all’emergenza di Covid e alle varie chiusure resti immutato – continua il primo cittadino di Sant’Agnello – Proprio la capacità di attrarre turismo di qualità dovrà essere un punto di forza su cui basare la ripartenza del nostro territorio. E la sicurezza assieme alla tutela ambientale devono rappresentare priorità operative per le amministrazioni comunali. Prendiamo l’inquinamento atmosferico, crollato in queste settimane. Stiamo meglio e non dobbiamo sciupare questa occasione». Sul punto è preciso il commento di Claudio d’Esposito, presidente del Wwf Terre del Tirreno: «L’immagine del mare trasparente di Alimuri a Meta, durante la crisi che ha fermato le attività umane, dobbiamo prenderla come “maestra” del dopo crisi, ovvero del dopo che tutti aspettano come liberazione e ritorno alla “normalità”. Ma la cosidetta normalità è, come è stato evidenziato da più parti, il vero problema che bisognerà affrontare e risolvere al più presto e bene: con un diverso modello di economia, di pensare la vita, di rispetto e tutela degli ecosistemi naturali dai quali tutti dipendiamo per vivere. Esiste un grande rischio del “dopo crisi” che questa bellissima immagine sia considerata dai più solamente un sogno, dal quale una volta risvegliati ci distaccheremo considerandolo irrealizzabile: un’utopia insomma? Ma la foto è realtà, non un sogno. Occorre darsi da fare per non perderla. Un’altra crisi pandemica rappresenterebbe un duro colpo alla vita sul pianeta Terra». E ancora: «Se esiste la volontà, di far rinascere la natura e tutelare la bellezza del nostro pianeta dobbiamo dimostrarlo». Non manca però l’amarezza legata al continuo taglio di alberi. Proprio il Wwf Terre del Tirreno aveva bocciato l’ipotesi di concedere ai termini dei periodi di taglio del bosco ceduo. Ma in riscontro a una denuncia di d’Esposito, la Regione Campania ha precisato di aver procastinato i termini al prossimo 30 aprile. «Ci hanno fatto un bel regalo per la giornata della Terra» attacca d’Esposito. «Il taglio degli alberi è un’attività criminale che fa gola alle organizzazioni illecite» chiosa il leader Wwf».

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