Elena Pontoriero

Giudice di Pace di Gragnano, cancellieri più forti  del lockdown

Elena Pontoriero,  

Giudice di Pace di Gragnano, cancellieri più forti  del lockdown

Le porte del Giudice di Pace sono chiuse, ma l’attività dei cancellieri e dei dipendenti non si è mai fermata, anzi addirittura ha subito una accelerata. Niente sentenze e la possibilità di lavorare le pratiche messe a ruolo è stata l’opportunità che ha portato, a oggi, un risultato da record per il Giudice di Pace di Gragnano: zero pratiche in attesa. Mentre fuori il presidio della legalità di via Veneto, tutto è stato rallentato dalla pandemia, diversamente al primo piano del giudice di pace tutto è andato avanti anche a porte chiuse. “Il 22 aprile 2020 sarà una data da ricordare. Il personale del Giudice di Pace di Gragnano ha dato un grande esempio di umanità, oltre che di grande professionalità”. Così l’annuncio social dell’associazione Giovani Legali, che hanno impressa la data da record. Si tratta, in effetti, di un totale di pratiche che, dall’inizio del 2020, toccavano le 1.700 istanze da lavorare. Dal lockdown fino al 22 aprile il gruppo di cancellieri e dipendenti sono riusciti a portarne a termine ben 1.500.

La giustizia non si è mai fermata, anzi ha avuto tempo per ingranare la marcia più potente. “Mentre tutti fanno polemiche, i cancellieri ivi impiegati hanno continuato a lavorare a testa bassa, senza nessun riflettore o palcoscenico, ed in meno di un mese hanno smaltito l’intero arretrato di sentenze, pubblicando l’ultimo provvedimento depositato – il plauso del leader di opposizione Patrizio Mascolo – Non ci sono parole per descrivere l’umanità e la professionalità di queste persone. L’ufficio del Giudice di Pace di Gragnano, retto e sostenuto dalle amministrazioni comunali del comprensorio, si distingue ancora una volta per efficienza e risultati conseguiti, distinguendosi da altre analoghe realtà, anche del Tribunale di Torre Annunziata, dove continuano a registrarsi ritardi e malfunzionamenti che hanno effetti nefasti per quanti invochino una risposta di giustizia”. Riaperto nel 2017, battezzato dall’allora ministro Orlando, il Giudice di Pace di Gragnano ha subito un secondo stop a distanza di tre anni.

Una lunga via crucis dei sindaci dei Lattari e dell’associazione degli avvocati era riuscita a terminare nel migliore dei modi, e a marzo del 2017 le aule del Giudice di Pace di Gragnano erano state riattivate. Ma da subito la divisione delle spese per il presidio della legalità non era stata rispettata proprio da tutti i Comuni dei Lattari. Ritardi e a rientrare per ultimi nel patto della giustizia sono state le amministrazioni comunali di Piemonte e Agerola, rischiando di dover dirottare le pratiche nel più distante Giudice di Pace di Torre Annunziata.

Proprio a settembre del 2019, dopo l’addio di un cancelliere andato in pensione, l’ufficio della legalità di Gragnano si era ritrovato nuovamente in affanno, sommerso di pratiche e con poco personale. Prima di Natale si era poi svolto un tavolo tecnico con tutti i sindaci così da garantire un funzionamento duraturo e più snello. Ma a mettere ancora una bacchetta tra le ruote ci ha pensato la pandemia e a marzo 2020 è arrivato il lockdown. Questa volta però la chiusura non ha fatto perdere nulla, anzi ha dato la possibilità al gruppo di cancellieri guidati da Angelo Delle Donne di portare sul podio il Giudice di Pace di Gragnano che, a oggi, può vantare un numero pari a zero di pratiche da lavorare.

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