Terzigno. Serafino Ambrosio torna con FI ed entra nel coordinamento provinciale

Andrea Ripa,  

Terzigno. Serafino Ambrosio torna con FI ed entra nel coordinamento provinciale

Mollo Forza Italia e poi torno indietro. Il consigliere comunale di Terzigno, Serafino Ambrosio, entra a far parte del coordinamento provinciale del partito fondato da Silvio Berlusconi, gruppo che aveva lasciato a fine 2017 per una breve parentesi con Energie per l’Italia – il movimento del professor Angelo Montemarano e da Angelo Parisi -, partito costretto a combattere con la continua emorragia di adesioni da qualche mese a questa parte. Rientrare in Forza Italia per l’imprenditore di Terzigno coincide con una “promozione” all’interno del partito. Supportato dal deputato forzista, Antonio Pentangelo, Ambrosio entra a far parte del gruppo dirigente degli azzurri. In una nota il partito la definisce «attività di riorganizzazione, rinnovamento e rilancio delle attività politiche» in vista delle elezioni regionali e comunali in programma nei prossimi mesi e che rappresentano un banco di prova importante per gli aficionados del Cavaliere, diventati ormai la terza forza di quello che un tempo era il centrodestra unito, dietro Lega e Fratelli d’Italia (in continua crescita nei sondaggi). «L’incarico è stato conferito in attesa della celebrazione dei congressi locali», conclude la nota.Ma il ritorno del “figliol prodigo”, già a capo della lista “Terzigno Casa Comune”, è destinato a sconvolgere anche gli equilibri a livello locale. Terzigno è attesa dalla tornata elettorale per l’elezione del sindaco e dei consiglieri comunali, le scelte di Serafino Ambrosio, che già nel 2015 aveva preso le distanze da Forza Italia scegliendo di correre con un gruppo autonomo, salvo poi entrare a far parte del coordinamento cittadino, potrebbero essere decisive. Soprattutto per gli storici forzisti della città vesuviana, il leader cittadino, Felice Avino, e il capogruppo in consiglio comunale, Stefano Pagano, pronti a lanciare una propria coalizione alle amministrative e che alla luce degli ultimi risvolti rischiano di dover cambiare in corso d’opera i propri piani.

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