Stabia-Sorrento, diktat della Curia: niente processioni né statue in strada. Le feste patronali restano sospese

Redazione,  

Stabia-Sorrento, diktat della Curia: niente processioni né statue in strada. Le feste patronali restano sospese

Niente processioni e feste patronali. Né cortei con quadri e statue dei santi portate in strada. Arriva un ulteriore giro di vite per le parrocchie. Lo evidenzia a chiare lettere una circolare a firma del vicario generale dell’arcidiocesi di Sorrento-Castellammare di Stabia, don Mario Cafiero.Il documento risale a qualche giorno. Su coordinamento del vescovo Francesco Alfano, il vicario ha avvertito i parroci che la sospensione delle celebrazioni “esterne” alle chiese, a iniziare dai cortei, sono tuttora ferme a tempo indeterminato. E che tutto dipenderà da come si svilupperà la fase 2 specialmente in Campania.

Riprenderanno ovviamente le messe alla luce anche dell’accordo stipulato tra la Conferenza episcopale italiana e il governo guidato dal premier Giuseppe Conte.«Tenuto conto che nelle prossime settimane tradizionalmente si sarebbero svolte feste patronali nelle parrocchie dell’arcidiocesi – si legge nel documento a firma di don Mario Cafiero – e considerato che le misure di contenimento dell’epidemia da Covid-19 vietano ogni forma di assembramento», c’è stata da parte dell’Arcidiocesi la decisione di prorogare le sospensioni.In sostanza, sino a quando non vi sarà una differente comunicazione della Curia Arcivescovile sull’intero territorio dell’Arcidiocesi di Sorrento–Castellammare di Stabia restano off limits le feste patronali, come già previsto dal decreto dell’arcivescovo Alfano del 9 marzo scorso.

E si aggiunge «che ogni attività liturgica in sostituzione alla tradizionale festa patronale ottenga, come già di norma, il nulla osta dell’ordinario».Non finisce qui: «Dove è consuetudine esporre l’immagine sacra si provveda a scegliere all’interno della chiesa parrocchiale un luogo adatto e facilmente accessibile; il parroco o il rettore della chiesa in accordo con la pubblica amministrazione, le forze dell’ordine presenti sul territorio e con la collaborazione di volontari gestisca l’affluenza dei devoti in modo da evitare assembramenti all’interno della chiesa e sul sagrato e/o piazza ad essa antistante». Si tratta di assolute necessità per scongiurare il rischio di assembramenti che potrebbero rappresentare un veicolo anche di contagio di coronavirus. Don Mario Cafiero, nel suo documento, sottolinea a chiare lettere che «è vietata ogni forma di corteo e/o processione, così come ogni espressione devozionale che preveda l’uscita dell’immagine sacra dalla chiesa per essere esposta al pubblico». Evidentemente, sono disposizioni prese tutt’altro che a cuor leggere. In tal senso, la circolare divulgata dalla Curia Arcivescovile sottolinea che «gli uffici di Curia restano disponibili a offrire il proprio contributo ai parroci e ai rettori per la ricerca di soluzioni adeguate in questo tempo di emergenza».Proprio le disposizioni per l’emergenza coronavirus hanno procurato fortissima amarezza in penisola sorrentina nel corso delle ultime festività pasquali. Sono saltate dopo 150 anni le classiche processioni del Venerdì Santo. A Sorrento e dintorni, in pieno centro, per ovviare all’assenza degli incappucciati e del Miserere, sono state trasmesse le musiche dei riti sacri. Si spera che la circolare possa essere temporanea e magari revocata quanto prima. Ciò significherebbe la fine della pandemia. Tutto dipende dall’evolversi della pandemia e della gestione dell’emergenza in Campania. Praticamente certo che, in penisola sorrentina, salteranno le processioni legate alla ricorrenza del Corpus Domini.

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