Castellammare, irriducibili pensionati guardiani della villa: «Controlliamo i ribelli e riprendiamo chi non ha la mascherina»

Vincenzo Lamberti,  

Castellammare, irriducibili pensionati guardiani della villa: «Controlliamo i ribelli e riprendiamo chi non ha la mascherina»

Da lunedì hanno ritrovato il sorriso. Con la fine della fase 1, cinque arzilli e brillanti pensionati di Castellammare sono tornati a ritrovarsi in villa comunale. Seduti sulle due panchine al centro dell’immenso polmone verde stabiese, scherzano, ridono e parlano ad alta voce. “Ma guardi non è colpa nostra – precisa Vittorio – ma anzitutto non eravamo più abituati a parlare in strada e poi qualcuno di noi non ci sente”.

Sono ex operai Fincantieri, artigiani, lavoratori del settore pubblico. Ma soprattutto amici da una vita che in quella villa comunale hanno trascorso tantissimo tempo. “La verità è che se il Governo non apriva alla fase due noi saremmo scesi lo stesso rischiando la multa – spiega Catello scherzando ma forse nemmeno tanti – perché le nostre mogli e i nostri figli non ci sopportavano più. E in verità nemmeno noi loro” la battuta che si avvicina moltissimo alla verità. Cinque anziani che sono il simbolo dell’ottimismo, della voglia di tornare a vivere, di rioccupare spazi e luoghi che sono di tutti. “Sono stati giorni terribili per noi – spiega ancora Catello – perché stavamo chiusi in casa, ascoltando ogni minuto le notizie terribili che arrivavano dagli ospedali. Non abbiamo abbracciato per sessanta giorni i nostri nipotini, però in compenso siamo diventati esperti di video chat, di skype e video chiamate”. Alzano il pollice in alto, sorridono e urlano: “Andrà tutto bene” i cinque pensionati che passeggiano gustandosi scampoli di libertà che è stata loro tolta per quasi due mesi: “Una volta mi sono fatta fare da mia figlia, che scendeva per lavoro, la foto della villa comunale” racconta un altro anziano. “Perché per noi che abbiamo lavorato una vita intera ed ora ci godiamo la pensione. Ma per noi il tempo libero significa ritrovarci in giro, passeggiare da queste parti guardare il mare e sperare che presto tutta questa situazione diventi solo un brutto ricordo”.Ma perché questo accada, continuano a ripetere gli esperti è necessario che le regole vengano rispettate. “Vedete noi abbiamo qualche capello bianco in più e quando vediamo questi ragazzi che camminano senza mascherina, tutti vicini, noi li rimproveriamo. Anche a noi costa fatica camminare con queste cose davanti alla bocca ma lo facciamo perché dobbiamo stare tutti meglio”.

Proprio per evitare assembramenti e mantenere alta l’attenzione il sindaco di Castellammare, durante la sua diretta facebook, ha lanciato l’allarme alla città: “Non mi sono piaciute le immagini che ho visto della villa comunale in questi giorni – le parole di Gaetano Cimmino – se le cose dovessero continuare così mi vedrò costretto a tornare sui miei passi e chiudere ancora una volta la villa”. La preoccupazione del primo cittadino è tutta concentrata sulla giornata di oggi. “Comprendo che con le belle giornate e dopo due mesi di lockdown tutti vogliamo tornare a vivere all’aria aperta –ha spiegato ai suoi collaboratori – ma non possiamo permetterci passi indietro. E nel giorno della festa della mamma dobbiamo evitare di assistere a scene come quelle delle altre sere in cui c’erano centinaia di persone senza dispositivi di sicurezza”. Le parole del sindaco di Castellammare, così come quelle degli altri comuni vicini, sono andate anche oltre. Infatti in questi giorni cinque persone sono state multate dalla polizia municipale. Per i cittadini sorpresi in villa senza mascherina denuncia e contestuale sanzione amministrativa comminata dagli agenti della municipale.Anche per questo motivo, dunque, il Comune di Castellammare ha deciso di attivare una task force, in collaborazione con le altre forze dell’ordine sul territorio, per controllare quasi palmo a palmo l’intero spazio della villa su corso Garibaldi. “I numeri di questi mesi ci hanno spaventato – spiega il sindaco – sarebbe veramente assurdo decidere proprio in queste ore di buttare all’aria tutto il lavoro fatto”.

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