Elena Pontoriero

Casola. Covid, è in quarantena ma non ha la casa Isolata in camper

Elena Pontoriero,  

Casola. Covid, è in quarantena ma non ha la casa Isolata in camper

Una casa destinata a essere demolita per abusi e la paura di essersi ammalati e contagiare anche parenti e amici. Un doppio dramma vissuto da una giovane dipendente di una delle strutture focolaio di Sant’Antonio Abate. La ventenne residente a Casola, impiegata presso Villa Palmentiello, è risultata negativa al test sierologico ma ugualmente isolata in attesa di essere sottoposta al tampone, tra oggi e domani. E da due giorni la giovane vive in un camper appena vicino l’abitazione dei genitori. Un immobile attenzionato dalla Procura e destinato a diventare macerie, perché costruito senza nessuna autorizzazione. E con il fiato sospeso, nel piccolo centro di Casola, ci sono almeno una trentina di famiglie che presto potrebbero ritrovarsi in strada. «Siamo disperati», le uniche parole che il papà della ragazza isolata ripete tra le lacrime. Lacrime che non hanno lasciato indifferente il sindaco Costantino Peccerillo, deciso a difendere a spada tratta le case “di prima necessità” che, anche se costruite senza le necessarie autorizzazioni, sono comunque posizionate in zone non a rischio. Una battaglia che il primo cittadino aveva preannunciato già durante il lockdown dei mesi scorsi, riuscendo a smuovere le coscienze anche dei colleghi dei Comuni limitrofi. Un “no” agli abbattimenti era partito dai sindaci dei Lattari, soprattutto durante lo storico periodo reso difficile dalla pandemia ancora in corso. «Condono tombale, oggi più che mai utile a fronteggiare l’emergenza sanitaria – replica il sindaco casolese, Costantino Pecerillo – Si chiede ai cittadini di restare in casa qualora in contatto con possibili casi sospetti Covid, ma allo stesso tempo gli diciamo di andare via dalle proprie abitazioni perché le stesse devono essere demolite. Un paradosso che in questo momento dovrebbe, invece, essere evitato. Non sono a favore degli illeciti, perché, sia chiaro, che le case costruite per speculare o comunque in zone proibitive non rientrano nella battaglia che in molti stiamo portando avanti. Il mio appello è diretto al Governo centrale e, ancor di più, alla Regione Campania – ribadisce Peccerillo – Credo che sia un problema da affrontare nell’immediato, non c’è più tempo da perdere». Una manovra non semplice e gran voce si chiede, ancor una volta, una moratoria. Un tetto che in molti potrebbero vedere andare giù, anche ai tempi del Covid-19. «In Campania non si è in grado di tutelare il diritto alla casa di tutti i cittadini – tuona il sindaco di Casola – Con una moratoria degli abbattimenti bisognerebbe tornare a valutare l’ipotesi della sanatoria mancata per restituire giustizia alla Campania», conclude il primo cittadino.

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