Pompei, Scavi aperti a Ferragosto. I sindacati in rivolta contro Osanna

Salvatore Piro,  

Pompei, Scavi aperti a Ferragosto. I sindacati in rivolta contro Osanna

Scavi aperti a Ferragosto ma che potrebbero restare chiusi il prossimo mercoledì 19 – dalle 9 del mattino fino a mezzogiorno – a causa dello stato di agitazione già indetto dai sindacati. “Abbiamo convocato un’assemblea con tutti i lavoratori del Parco Archeologico di Pompei. E’ per questo che, per la giornata di mercoledì 19 agosto, non siamo in grado di garantire l’accessibilità del sito ai visitatori” tuona Nicola Mascolo, rappresentante Flp, ovvero una delle 3 sigle sindacali che unitamente a Cisl e Unsa hanno sottoscritto un duro documento di protesta contro presunti comportamenti anti-sindacali tenuti dall’Amministrazione del Parco Archeologico di Pompei e dal Direttore generale Massimo Osanna. Anche questi è finito sotto accusa “per le mancate risposte dell’Amministrazione in merito a diverse segnalazioni” prosegue Antonio Pepe. “A Pompei – denuncia Pepe, leader Cisl – stanno mancando livelli minimi di consultazione e di informazione ai lavoratori per prevenire inoltre i rischi del contagio da Covid-19. Ambienti di lavoro e Corpi di Guardia versano in condizioni inaccettabili. Chiederemo all’Asl di effettuare dei controlli anche sul rispetto delle norme di sicurezza, che stanno disciplinando la visita al sito”. “Partiranno delle segnalazioni all’Asl. E’ certo” rincara la dose Mascolo. Saranno 6 i punti all’ordine del giorno di un’assemblea che si preannuncia accesa. Cisl, Flp e Unsa lamentano “l’assenza di informazione sulle varie iniziative messe in atto dall’Amministrazione, come le autorizzazioni rilasciate per mostre e spettacoli senza dar corso agli accordi sindacali per garantire la realizzazione dei lavori in Conto Terzi”. E ancora la necessità “di acquisto di divise estive per il personale di vigilanza; la formazione del personale ai nuovi sistemi di controllo”. Su quest’ultimo punto, Antonio Pepe (Cisl) è categorico: “Avevamo chiesto all’Amministrazione di attivare dei corsi per consentire ai lavoratori di pilotare i droni, fondamentali nella nuova attività di vigilanza. Non se n’è fatto nulla”. I sindacati sollecitano “il pagamento delle turnazioni di giugno 2020, il lavoro prestato in Conto Terzi nel 2019” e soprattutto – denuncia Antonio Pepe – “il premio presenza da 100 euro promesso dal governo ai lavoratori, che hanno prestato servizio durante il lockdown. Non è stato mai pagato un euro”. “Il comportamento più grave – concludono Antonio Pepe e Nicola Mascolo – è che a causa della disattenzione dell’Amministrazione pompeiana non è stato sottoscritto a livello locale l’accordo per la realizzazione del progetto di miglioramento dei servizi all’utenza per il 2020”. E’ in pratica l’Accordo relativo ai Progetti di miglioramento dei servizi culturali e amministrativi resi all’utenza, siglato lo scorso 5 febbraio a livello nazionale dalla Direzione generale Organizzazione del Mibact con i sindacati. Un accordo che avrebbe poi dovuto avere seguito a livello decentrato, pure a Pompei, con l’approvazione di progetti locali volti al “miglioramento dell’offerta culturale” e che avrebbero fruttato compensi aggiuntivi e incentivanti per il personale. Il tutto dopo un controllo da parte dell’Ufficio Bilancio presso il Mibact.

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