Francesco Sabatino

Miss bomber, Eleonora Goldoni: “Napoli, qui scriverò un nuovo inizio”

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Miss bomber, Eleonora Goldoni: “Napoli, qui scriverò un nuovo inizio”

Eleonora Goldoni, per gli amici Leo. Una leonessa in maglia azzurra, pronta ad aggredire l’area di rigore avversaria e mandare la palla in rete. L’esultanza è già collaudata, ma resta un segreto, almeno per ora. Magari una capriola, alla Oba Oba Martins, il giocatore di cui è rimasta stregata quando, da bambina, a San Siro, assiste alla sua prima partita di calcio. Alla fine dello spettacolo, il sogno della piccola Leo è già nitido:“Papà, voglio diventare come lui”. Lunghi capelli biondi,  occhi chiari ed un sorriso sempre radioso, la Goldoni arriva al Napoli femminile con una grandissima voglia di stupire. Intanto, è la città partenopea con il calore del suo popolo ad averla conquistata: “L’impatto è stato pazzesco – dice l’attaccante emiliana – mi ha colpito il modo con cui la gente si approccia a chi è nuovo. Si percepisce il desiderio di farti sentire la benvenuta ed è stato come ricevere un grande abbraccio”. Un nuovo inizio, tra l’azzurro del cielo e del mare cristallino, dove si specchia il Vesuvio che, imponente e silenzioso fa da guardia al “Caduti di Brema”, lo stadio che ospiterà le gare casalinghe della squadra del presidente Carlino. Ormai manca poco all’inizio della nuova stagione e, in attesa di vedere la talentuosa giocatrice in azione, compagne, società e tifosi ne hanno apprezzato non solo la professionalità, ma soprattutto l’incredibile personalità di una ragazza genuina, disponibile e generosa. Per farla breve, la sua bellezza è soltanto un valore aggiunto.

Dall’Inter al Napoli, perché questa scelta?

“E’ stata una decisione presa e voluta per scrivere un nuovo inizio. Ho sentito il desiderio di giocare,  fare esperienza e formarmi in un ambiente sereno dove c’è tanta umiltà e voglia di crescere. Che è anche ciò che metterò in campo ogni giorno. Il calore e l’entusiasmo che ho percepito intorno a me non può che trasformarsi in motivazione e determinazione per esprimere al meglio le mie qualità”.

Nel 2015 sei volata negli USA dove ti sei laureata in Clinical Nutrition. Cosa porti con te di quell’esperienza?

“Alla East Tennessee State University ho vissuto un’esperienza da film. Lì, lo studio e lo sport vanno di pari passo. Ho giocato con la squadra dell’università in un campionato di prima divisione (segnando 36 gol, record assoluto ndr). In questi anni sono cresciuta molto, e mi sono resa conto di cosa prova uno straniero quando va in un posto sconosciuto. Così, mi impegno nel prendermi cura delle mie compagne straniere, ci tengo a farle sentire a casa perché è come se in loro vedessi una piccola Leo che quando è partita era un po’ spaesata e confusa”.

Che rapporto hai con i social?

“Nel social vedo uno strumento molto potente. Lo voglio utilizzare sempre per cercare di mandare un messaggio positivo, che sia una frase motivazionale, un video, un’iniziativa che possa fare del bene. Un atto di bene può essere preso per emulazione, come se fosse un fattore di moltiplicazione. Il bene porta altro bene e cerco di fare questo con la beneficenza o semplicemente rispondendo al messaggio di un fan che ti chiede un saluto o un autografo”.

Una grande attenzione per la beneficenza. Non è scontato per una ragazza così giovane.

“E’ un valore che mi hanno trasmesso i miei genitori. Ho una famiglia molto credente. Ricordo che da bambini facevamo dei mercatini con i giochi o vecchi oggetti che non utilizzavamo più ed il ricavato lo portavamo in chiesa. Sono particolarmente sensibile alle persone bisognose, al volontariato, alzo sempre la mano per mettermi a disposizione. Durante la quarantena, ho ritrovato tutte le mie scarpe da calcio che ho utilizzato dai 7 anni fino ad ora e mi è venuta l’idea di metterle all’asta. In questo modo, abbiamo aiutato tre diverse onlus e ne stiamo per aiutare una quarta. Presto uscirà una super sorpresa”.

Sei un’icona per tante ragazzine. Come ti fa sentire?

“Il calcio è una grande passione e se qualche ragazzina decide di avvicinarsi a questo sport può soltanto esserne felice, entusiasta e sentirsi appagata nel fare ciò che le piace. Il fatto che io possa contribuire in questo, mi fa estremamente piacere anche se faccio ancora fatica a crederci. E’ una strana sensazione perché, fino a qualche tempo fa, ero io a chiedere una foto o un autografo ad un mio idolo. In quel momento non desideri altro che la tua richiesta venga accolta ed è proprio ripensando a quelle sensazioni che cerco di accontentare tutti”.

Come va con il napoletano?

“Malissimo, anche se qualcosa sto imparando anche attraverso le canzoni. Quel ragazzo della curva B di Nino D’Angelo è la prima che mi hanno fatto ascoltare quando sono arrivata. L’abbiamo cantata a squarciagola in pulmino”.

E con la pizza?

“E’ uno dei miei piatti preferiti. Qui a Napoli è di un altro pianeta, ne potrei mangiare anche due.  Seguo un rigoroso piano alimentare e sono molto disciplinata durante la settimana, ma cedo volentieri insieme alle mie compagne quando abbiamo serata libera. Così me la godo ancora di più”.

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