Pompei. Atti spariti all’Utc: c’è l’inchiesta

Pompei. Atti spariti all’Utc: c’è l’inchiesta

“Il recente scandalo della scomparsa di importanti fascicoli presso l’ufficio tecnico di Pompei e le doverose dimissioni del suo dirigente con nomina fiduciaria deve far riflettere molto: è importante conoscere su indicazione di quale esponente politico sia avvenuta la sua nomina. Pompei non può rinascere, né svilupparsi se a rappresentarne il futuro è uno dei personaggi più discussi degli ultimi anni della sua vita politica”. Le indagini sul giallo dei fascicoli “fantasma” – condotte su delega della Procura di Torre Annunziata dai poliziotti del commissariato di Pompei agli ordini del vicequestore Stefania Grasso – irrompono sulla scena della campagna elettorale. Il “merito” è di un polemico post pubblicato sul social Facebook. A firmarlo è il candidato sindaco del polo moderato, Domenico Di Casola: “è importante conoscere su indicazione di quale esponente politico sia avvenuta la nomina dell’ultimo dirigente dimissionario” ha attaccato ieri il candidato della Coalizione Civica che sfiderà il centrosinistra del segretario cittadino Dem, Carmine Lo Sapio, alle Amministrative del prossimo settembre. “Da ora in avanti non parlerò più della vicenda” ha proseguito Di Casola “ma del mio programma. Ma è chiaro che la città ha bisogno di una risposta”. Il post di ieri chiama in causa le nomine fiduciarie dell’ultima amministrazione, quella guidata dall’ex sindaco Dem poi sfiduciato, Pietro Amitrano. Tra le nomine distribuite in base alle norme che consentono la mobilità tra enti pubblici rientrava quella di Vincenzo Ferraioli, funzionario tecnico al Comune di Angri ma anche a capo del settore urbanistico del Comune di Pompei. Un incarico che gli era stato conferito, a tempo determinato, a partire dal 30 giugno del 2019 fino al 31 dicembre del 2020. L’ingegnere Ferraioli si è però dimesso il 9 agosto scorso dopo aver “scoperto” che diversi fascicoli – riguardanti vecchie richieste di condono e pratiche per edilizia privata – sarebbero spariti dagli scaffali dell’ufficio tecnico con sede al secondo piano del palazzo municipale. Prima di rassegnare le dimissioni, l’ormai ex dirigente (completamente estraneo ai fatti) ha presentato una denuncia contro ignoti ai magistrati. Sul fronte giudiziario, l’inchiesta prosegue a ritmo serrato. Al momento, nessun nome è stato iscritto nel registro degli indagati. Gli investigatori dovranno in pratica accertare se si sia trattato di un presunto furto su commissione. E, soprattutto, a chi avrebbe giovato la “scomparsa” dei fascicoli. Sono in totale 4385 le istanze di condono presentate ad oggi negli uffici di Palazzo de Fusco. Soltanto 735, ovvero il 20% del totale, sono le concessioni definite. @riproduzione riservata

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