Scuola, apertura a settembre. Si valuterà in base all’indice Rt territori

Redazione,  

Scuola, apertura a settembre. Si valuterà in base all’indice Rt territori

La riapertura della scuola potrebbe avvenire in modo diverso in alcuni territori a seconda dell’andamento dell’indice Rt: due settimane prima dell’inizio del nuovo anno scolastico, il 29 agosto, infatti, il Comitato tecnico scientifico si riunirà per analizzare gli indici epidemiologici con un bilancio regione per regione sulla curva dei contagi. E a quel punto si potrà valutare se in alcune specifiche zone sarà necessario continuare con la didattica a distanza, anche se l’obiettivo del Governo è sempre quello della ripresa in presenza. Intanto, domani lo stesso Cts tornerà a riunirsi – l’ultimo incontro una settimana fa – per fare un nuovo punto sulle misure da adottare in vista del 14 settembre, data di inizio delle lezioni. Tra i temi sul tavolo l’uso delle mascherine, i casi di eventuali positivi che dovessero manifestarsi a scuola e gli spostamenti degli studenti e del personale della scuola sui mezzi pubblici. Per quanto riguarda questi ultimi, le Regioni sono preoccupate per il fatto che le regole in vigore col dimezzamento della capienza rendano a loro dire impossibile assicurare un servizio efficace in coincidenza con l’apertura dell’anno scolastico. Hanno così messo a punto un documento che sarà sottoposto al Cts dove sono previste una serie di novità come l’installazione di parafiati laterali tra le sedute sui treni regionali e sugli autobus extraurbani o di divisori leggeri in stoffa o altro materiale, per permettere una deroga ai limiti del 50% di persone a bordo. L’orientamento del Comitato sarebbe comunque quello di mantenere la capienza dimezzata. Quanto alle mascherine in classe, il Cts la scorsa settimana ha ribadito – e lo farà anche domani – che sono da considerare una misura emergenziale perchè il distanziamento fisico, inteso come distanza minima di 1 metro tra gli alunni, “rimane uno dei punti di primaria importanza nelle azioni di prevenzione del contenimento epidemico”. Tuttavia “al solo scopo di garantire l’avvio dell’anno scolastico”, laddove “non sia possibile garantire nello svolgimento delle attività scolastiche il distanziamento fisico” sarà possibile svolgere le lezioni utilizzando la mascherina. Si tratterà di casi eccezionali, da adeguare nel più breve tempo possibile. Proprio per accelerare il reperimento degli spazi necessari, la ministra Azzolina in queste ore ha scritto ai presidenti di Anci Antonio Decaro ed Upi Michele De Pascale per chiedere la massima collaborazione e un ulteriore sforzo per definire gli eventuali ulteriori fabbisogni per l’affitto di immobili o il noleggio e l’acquisto di strutture modulari. L’altro punto forte della ripartenza è affidato ai banchi monoposto. Domani è stata convocata dal ministero dell’Istruzione una riunione con il commissario straordinario Domenico Arcuri, Anci, Upi e sindacati su criteri e priorità per la distribuzione dei banchi tra le diverse regioni. Arcuri ha ribadito in più occasioni, per rassicurare i presidi, che verranno consegnati, a seconda del fabbisogno, a partire da settembre ed entro ottobre. Inizialmente una parte degli studenti potrebbe essere esclusa – alcune stime indicano circa 20mila – dalla possibilità di entrare in aula. In questi casi dirigenti scolastici ed enti locali dovranno reperire soluzioni alternative: altri locali o tensostrutture. Intanto, l’Iss sta mettendo a punto un protocollo per la gestione di eventuali casi sospetti nelle scuole che va incontro anche alla richiesta dei presidi di rivedere la responsabilità penale che allo stato ricade su di loro: è prevista un’Aula per l’isolamento, un referente Covid e c’è l’ipotesi di test rapidi per l’immediata verifica del contagio. “Nel caso in una classe qualcuno risultasse positivo al Coronavirus, dovranno essere fatti i controlli a tutti. Potrebbe scattare una chiusura temporanea, ma poi la scuola riapre”, ha detto il viceministro Pierpaolo Sileri. Ma l’imprenditore Giancarlo Spadaccini, a capo di una delle 11 ditte che hanno risposto alla gara indetta da Arcuri, fa sapere di aver partecipato impegnandosi a consegnare i banchi tra ottobre e dicembre, in tre scaglioni, ma di non aver ricevuto comunicazioni ufficiali per poter avviare la produzione. Critiche arrivano da Mariastella Gelmini (FI). “Il governo non è stato in grado di dare regole precise e linee guida chiare sull’avvio del nuovo anno scolastico”. Al Sud, fa eco Fabio Rampelli (FdI) mancano 10 mila aule, un disastro causato dall’insipienza e dalla presunzione”. E Mario Pittoni (Lega) parla di “distanza siderale tra comunicazione ministeriale e realtà”. Il ministero dell’Istruzione ricorda che per supportare gli enti locali nella creazione di edilizia leggera per le scuole sono stati stanziati 330 milioni prima, poi sono stati assegnati altri 30 milioni previsti dal decreto Rilancio e che con il dl Agosto saranno assegnate nuove risorse a Comuni e Province per gli affitti di immobili e per il noleggio o l’acquisto di strutture modulari temporali ad uso scolastico.

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