Giovanna Salvati

Torre Annunziata. Racket, ci sono le prime due denunce

Giovanna Salvati,  

Torre Annunziata. Racket, ci sono le prime due denunce

Si apre una breccia nel muro di omertà a Torre Annunziata e finalmente arrivano le prime due denunce contro il racket della camorra. Sono state vittime di diverse richieste estorsive. Alcuni del clan hanno fatto irruzione nelle loro attività commerciali, preteso soldi ma costretti poi ad andare via perché i titolari si sono rifiutati motivando l’impossibilità di pagare «per colpa della crisi». Una giustificazione che però la camorra non ha accettato promettendo di fare di nuovo irruzione ma con violenza. Atteggiamenti che hanno intimidito ancora di più i commercianti che hanno deciso di abbattere il muro di omertà e denunciare. Un primo passo pieno di paura ma che alla fine potrebbe diventare il primo passo di tantissime altre attività commerciali vittime della camorra, un esempio importante.  Sinora, da maggio ad oggi, sono due le denunce per racket arrivate nelle mani delle forze dell’ordine. Un numero che – secondo gli investigatori – rappresenta però solo la punta di un iceberg fatto di violenze e intimidazioni, di minacce e tormenti. Il tutto protetto da un muro di silenzio e omertà dal quale, finalmente, si intravede qualche bagliore di speranza. La situazione però è complessa, sottolineano gli 007. Perché la crisi ha messo in ginocchio le economie di una città che già da tempo annaspa sull’orlo del baratro a causa dell’assenza di chiari progetti di rilancio economico. E così si fa largo anche l’usura, spesso gestita dalla camorra, come dimostra l’ultima indagine che a Castellammare ha colpito i vertici del clan Cesarano. Un virus che in questi mesi – secondo i dati ufficiali delle associazioni di categoria – rischia di “contagiare” e uccidere due imprese su dieci in tutta Italia. Il numero di intimidazione potrebbe essere assai più grande e anche le richieste estorsive avanzate descrivono uno scenario di una camorra senza dubbio molto più povera ma per questo anche più feroce e spietata. Pronta a tirare il grilletto anche per un pugno di euro. E’ così che le informative dell’Antimafia dipingono le nuove dinamiche criminali in città. Uno spunto racchiuso tra le pagine dell’ultima relazione firmata dalla Direzione Investigativa Antimafia. Secondo l’Antimafia, infatti, sia i Gionta che i Gallo «continuano ad occupare una posizione di rilievo sull’area nella gestione delle piazze di spaccio» e sui nuovi gruppi che «operano con una discreta autonomia». Le cosche sono indebolite ma non ancora sconfitte. E attorno ai fortini della camorra ruotano una serie di mini-organizzazioni, per lo più specializzate nel traffico di droga, che puntano a mettere le mani sulla città. Un quadro, quello della Dia, nel quale si innestano i recenti eventi criminosi. Tre agguati di camorra, tutti non andati a segno, ai danni di soggetti ritenuti legati alla criminalità organizzata: Giuseppe Carpentieri, Salvatore Palumbo e Mario Dentice.

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