Pompei. Assembramenti di turisti e file agli Scavi: è caos

Salvatore Piro,  

Pompei. Assembramenti di turisti e file agli Scavi: è caos

Scavi, nuovo martedì da “incubo”. Ennesima giornata infernale quella vissuta ieri fuori ai varchi d’ingresso per gli Scavi di Pompei: assembramenti, code di visitatori lunghe fino a 600 metri in Piazza Anfiteatro, e un puntuale intervento delle forze dell’ordine per aumentare il distanziamento e diminuire il rischio dei contagi da Covid-19. E’ ormai una sorta di “refrain”. Succede ogni martedì: in contemporanea con il giorno di chiusura, disposto a partire dal post-lockdown, per Ercolano, per gli altri siti del Parco Archeologico di Pompei e per il Museo Archeologico di Napoli. “E’ una gestione schizofrenica, che inevitabilmente aumenta il rischio assembramenti e mina la sicurezza dei lavoratori del Parco Archeologico” tuonano le guide turistiche, gli addetti alla biglietteria, i sindacati. Fuori ai cancelli, ieri mattina, poliziotti, carabinieri e vigili urbani intervenivano per gestire il caos. All’interno degli Scavi, nel frattempo, andava in scena una serrata trattativa tra l’Amministrazione del Parco Archeologico di Pompei e i rappresentanti di Cisl, Unsa e Flp, le tre sigle sindacali che, già in stato di agitazione, avevano indetto per oggi – dalle ore 9 alle 12 – un’assemblea con tutti i lavoratori del Parco Archeologico. Il rischio serrata era nell’aria, ma è stato scongiurato. L’assemblea sindacale è stata sospesa in extremis. “I rappresentanti delle organizzazioni sindacali” Antonio Pepe (Cisl), Nicola Mascolo (Flp), Michele Cartegine (Unsa) “visto la disponibilità mostrata dai Funzionari presenti in rappresentanza dell’Amministrazione, considerato che l’eventuale chiusura degli Scavi di Pompei avrebbe causato un danno d’immagine per il Parco Archeologico, hanno condiviso di cercare di risolvere le criticità segnalate”. Decisivo, per scongiurare la serrata, anche l’accordo raggiunto con il responsabile del Servizio Vigilanza, il dottore Pietro Oliva, per contrastare l’eventuale diffusione del Covid-19 tra i lavoratori. “Il funzionario” fanno sapere i sindacati “ha assicurato che si impegnerà affinchè il coordinatore del Servizio Prevenzione e Protezione si attivi per la sanificazione degli ambienti garantita con cadenza mensile”. A confermare lo sciopero a settembre è invece Luigi Napolitano, rappresentante dei Cobas Lavoro Privato: “Denunciamo la disorganizzazione e la riduzione del personale per la biglietteria e i controlli”. Servizi aggiuntivi ma in realtà essenziali che, anche a Pompei, sono stati esternalizzati per essere gestiti da Opera laboratori fiorentini, un pezzo della holding Civita cultura. Gli addetti, incluso il sito di Ercolano, sono 60. Una miseria rispetto alla media degli accessi. “Stiamo ancora aspettando la Cig – tuonano dal Cobas – e, dopo il lockdown, gli addetti sono stati richiamati al lavoro con un monte ore mensile ridotto a 60 rispetto al precedente full time da 158 ore. Per non parlare della sicurezza. Si stanno formando lunghe file ai varchi, nonostante le prenotazioni in capo al privato. Il 13 luglio abbiamo scritto a prefettura e Commissione di garanzia per gli scioperi: chiediamo la internalizzazione e turni di 8 ore”.  @riproduzione riservata

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