Coronavirus. Boom di tamponi, calano i contagi. Aumentano i focolai, centro-sud più colpito

Redazione,  

Coronavirus. Boom di tamponi, calano i contagi. Aumentano i focolai, centro-sud più colpito

Stavolta i tamponi sono oltre 72 mila – quasi 30 mila in più del giorno prima – ma i contagi da coronavirus continuano a calare in Italia per la seconda giornata di fila. Se ne registrano 878 con 4 morti (questi ultimi lo stesso numero di lunedì). Ma i dati giornalieri dicono solo una parte della verità: nell’ultima settimana, infatti, i nuovi positivi sono stati circa 6.500, più del doppio di quella precedente (3.200). Le notizie parlano di focolai a nord come a sud e sulle isole, dai 182 casi in un’azienda veneta ai 150 tamponi effettuati sui dipendenti di un camping in Sardegna, dove oggi fa scalpore la vicenda del Billionaire di Flavio Briatore. Tra le regioni con più nuovi infetti guidano oggi Lazio e Campania, il centro-sud. Una sola regione, il Molise, fa segnare zero nuovi casi, e i pazienti in terapia intensiva aumentano complessivamente di appena una unità (sono ora 66). I ricoverati con sintomi sono 13 in più del giorno prima. Cifre che appaiono ancora gestibili in vista delle riaperture di settembre, scuola in testa, ma anche fabbriche e altre attività, quando i giovani si mescoleranno di più alle altre fasce di età. La sfida sarà far funzionare ancora meglio il sistema di monitoraggio, avvertono gli esperti; ad agosto il 32% dei casi sono stati trovati con lo screening, il 31% con il contact tracing, ricostruendo le catene di contagio, secondo i dati dell’Istituto superiore di Sanità (Iss).

Fondamentale nella prossima fase sarà la potenza di fuoco dei tamponi: a marzo se ne facevano in media appena 17 mila al giorno (quasi solo ai sintomatici, spesso agli anziani), ad agosto la media è salita a 52 mila. Da ciò sembra dipendere l’abbassamento drastico dell’età media dei nuovi infetti – da 61 a 32 anni -, non da qualche cambiamento nella malattia. In sostanza prima i giovani positivi non si trovavano perché non venivano cercati. L’Italia resta comunque tra i Paesi con la media più bassa di casi per 100 mila abitanti, appena 16, a fronte ad esempio dei 20 della Germania e dei 65 della Francia. Dal territorio si susseguono notizie di nuovi cluster e non tutti sono dovuti alle vacanze e ai viaggi di ritorno. A Vazzola, nel Trevigiano, un monitoraggio sui dipendenti dell’azienda agroalimentare Aia ha portato a scoprire 182 positivi su 560 testati (i lavoratori sono 700), tutti asintomatici e ora in quarantena.

Lo stabilimento resta aperto con la produzione ridotta del 50% e i turni scaglionati. Anche province finora meno colpite dal virus, come quella di Caserta, fanno registrare nuovi focolai. Il più preoccupante ad Aversa, con 41 casi riguardanti soprattutto ragazzi tornati da vacanze all’estero; per parecchie settimane Aversa avuto zero contagi. A Roccamonfina sono 23 invece le positività accertate, anch’esse collegate a persone che hanno fatto le ferie fuori dell’Italia. Anche nel capoluogo Caserta, che aveva toccato lo zero a giugno e luglio, da qualche giorno c’è stata un’impennata di casi e oggi i positivi sono 17. Non stupisce quindi che la Campania sia da giorni tra le regioni con il maggior numero di nuovi positivi, al secondo posto nelle ultime 24 ore con 138 casi riportati dietro il Lazio che ne ha 143. Seguono Lombardia e Veneto con 119 infetti trovati; la prima in particolare non è più il motore dell’epidemia, pur avendo ancora oltre un quarto degli attualmente positivi di tutto il Paese, quasi 5.800. L’Umbria, invece, una delle meno colpite finora, ha visto i casi triplicati in un giorno (da 11 a 29); l’80% dei nuovi positivi sono persone rientrate da fuori regione.

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