Bufera sul voto a Pompei: «Campania Libera deve essere esclusa»

Pietro Constabile,  

Bufera sul voto a Pompei: «Campania Libera deve essere esclusa»

A soltanto pochi giorni dalla presentazione delle liste in vista delle amministrative di settembre che decreteranno l’erede dell’ex Pietro Amitrano, a Pompei spuntano i primi veleni sul voto. Mentre il candidato sindaco Carmine Lo Sapio, leader della coalizione di centrosinistra, parla di “vittoria sicura” del suo cartello e ricorda “le linee programmatiche da adottare”, dall’altra l’avvocato Domenico Di Casola, candidato allo scranno più alto di Palazzo de Fusco per conto di un gruppo di larghe intese, chiede immediatamente l’esclusione di una lista dalla squadra a sostegno del suo principale avversario politico. Si tratta di Campania Libera, storicamente vicina a De Luca, a Pompei rappresentata da Stefano De Martino, ex consigliere comunale di maggioranza durante la passata amministrazione guidata dal sindaco Pietro Amitrano. Un caso già finito al vaglio del segretario generale dell’ente, Monica Siani, e dell’intera commissione elettorale, nonché del commissario Santi Giuffrè. “Tra le liste presentate per la tornata elettorale per l’elezione a sindaco del Comune di Pompei risulta essere stata depositata la lista “Campania Libera”, con candidato a sindaco Carmine Lo Sapio, con tanto di simbolo con scritta Campania Libera su sfondo azzurro e verde – si legge nel documento di segnalazione inviato in Municipio -. Si è appreso, per le vie brevi, che il rappresentante regionale, nonché legale rappresentante della lista presente in Consiglio Regionale per quanto concerne il Comune di Pompei, non ha conferito  delega per la presentazione della lista Campania Libera. Con una nota pec del 24.8.2020 il sottoscritto – avendo interesse – ha presentato istanza formale di accesso agli atti , ad oggi non evasa; visto che è verosimile e presumibile che i presentatori della lista Campania Libera non siano stati legittimamente autorizzati all’utilizzo del contrassegno di partito nella competizione elettorale in parola e  considerato ancora che l’uso del contrassegno distintivo di una determinata lista costituisce un adempimento fondamentale del procedimento elettorale, mediante il quale i detti soggetti manifestano la propria volontà in un senso o in un altro, l’accettazione alla competizione elettorale della lista che utilizza abusivamente simboli di partiti noti e presenti a livello nazionale e regionale, comporta un possibile ed inammissibile sviamento del corpo elettorale”. Domenico Di Casola, in attesa di chiarimenti, ricorda pure “che  rientra altresì tra i poteri della Commissione Elettorale la possibilità di ricusare i simboli, ovvero le liste, laddove comportino una “confusione” con altri simboli con possibile sviamento del corpo elettorale”. Pertanto, dopo una attenta verifica, il leader della coalizione delle larghe intese, sostenuta pure da molti scontenti della vecchia maggioranza, invoca “eventualmente un provvedimento  di esclusione – ricusazione del simbolo e della stessa lista per evitare un indebito sviamento del corpo elettorale”. Una tornata elettorale che si preannuncia infuocata, in attesa delle risposte del caso.

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