Daniele Gentile

Tassa rifiuti a Ercolano: gli sgravi sono un bluff, commercianti sul piede di guerra

Daniele Gentile,  

Tassa rifiuti a Ercolano: gli sgravi sono un bluff, commercianti sul piede di guerra
Il sindaco Ciro Buonajuto

Ercolano. Doveva essere – alla vigilia della corsa alle urne per il rinnovo del consiglio comunale – una mano tesa ai commercianti e ai cittadini ridotti in ginocchio dagli effetti economici della pandemia, ma rischia di diventare un boomerang per il sindaco Ciro Buonajuto. Perché gli esercenti del centro storico di Ercolano non hanno gradito lo sforzo della squadra di governo cittadino relativo allo sgravio sulla Tari per i mesi di luglio e agosto, pari a 70.000 euro: una somma ritenuta non propriamente congrua alla luce delle difficoltà provocate dall’assenza di turisti e dall’inevitabile calo degli affari.

Il sindaco Ciro Buonjuato – durante i mesi «caldi» della pandemia – ha fatto il possibile per tendere una mano ai propri cittadini, agli imprenditori in difficoltà e in generale ai contribuenti di una città costretta a fare i conti con una agghiacciante crisi economica. Perché dove c’erano i visitatori provenienti da tutto il mondo, ora ci sono strade deserte e vuote; dove c’erano gli introiti a fine mese provenienti da B&b e case-vacanze, ora ci sono solo tasse da pagare con il conto in  rosso. Perciò gli imprenditori della città degli Scavi hanno scrollato le spalle davanti alla notizia della Tari ridotta di 70.000 euro per la rata di luglio e agosto. Tradotto in soldoni, significa circa 100 euro in meno per ogni singolo imprenditore e circa cinquanta euro in meno per i cittadini. A sottolineare come questo sgravio fiscale sia una sorta di specchio per le allodole, sono gli stessi esercenti che fanno a pugni con le entrate per arrivare alla fine del mese: «Siamo rimasti chiusi per circa due mesi, abbiamo subito perdite davvero profondo e non sarà la riduzione di cento euro di Tari a risollevare l’economia locale – spiegano da corso Resina -. Purtroppo la situazione è nera: non puntiamo il dito contro il Comune, ma contro il governo che ci ha abbandonati».

Infatti, i più fortunati hanno ricevuto 600  euro al mese durante il lockdown. Altri si sono indebitati, come nel caso del titolare di una nota merceria del centro storico: «Ho ricevuto un prestito di 20.000 euro messo a disposizione dal governo per superare la pandemia – spiega l’imprenditore di articoli per la casa – ma questi soldi non ho il coraggio di toccarli: tra due anni vanno restituiti e ho paura di non farcela». Insomma, la situazione appare drammatica sotto ogni punto di vista e lo sgravio Tari – la tassa sui rifiuti – non è di conforto come ha precisato, in consiglio comunale, Nicola Abete: «Solo 70.000 per aiutare gli imprenditori, parliamo di un aiuto arido, sterile. Parliamo di massimo cento euro di abbattimento: si può e si deve fare di più».

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