Giovanna Salvati

Cisterne dei veleni a Torre Annunziata, il mese del verdetto: decisione entro 30 giorni

Giovanna Salvati,  

Cisterne dei veleni a Torre Annunziata, il mese del verdetto: decisione entro 30 giorni

Altri trenta giorni prima di decidere se dare il via libera definitivo all’ampliamento dell’impianto delle cisterne o bocciare definitivamente l’attività all’interno del porto. E’ la Regione Campania ad aver chiesto altri trenta giorni, un mese, prima di capire se quella certificazione, fino a ieri giudicata indispensabile, possa compromettere l’azienda dei fratelli Rocco. E’ quanto c’è scritto nell’ultima nota inviata dal dirigente dell’ufficio tecnico della Regione, l’avvocato Simona Brancaccio a tutti i componenti del tavolo regionale che si sta occupando da circa un anno della vicenda Isecold. Al centro il parere di Valutazione di impatto ambientale, certificato fondamentale per consentire lo svolgimento dell’attività di gestione e trattamento degli impianti di idrocarburi nel porto di Torre Annunziata. Attività che è stata bloccata qualche mese fa dopo una serie di polemiche e sopratutto diversi controlli e approfondimenti dall’Utc del Comune di Torre Annunziata. Poi la scoperta dell’assenza dei requisiti, il giallo sull’assenza del certificato principale che avrebbe consentito alla Isecold di ampliare l’impianto con altre cisterne ma che invece è stato congelato. Da quel giorno una serie di riunioni e tavoli di confronto in Comune e in Regione, riunioni al Ministero delle infrastrutture ed infine la decisione che spetta solo alla Regione Campania ma che stenta a prenderla. L’impressione è più la voglia dei vari enti interessati da fare uno scaricabarile ma intanto il tempo passa e l’imprenditore pretende risposte come le pretendono anche i cittadini che per mesi si sono fatti sentire, che hanno alzato le barricate ed infine hanno deposto il fiato per le proteste. I comitati cittadini hanno provato ad urlare e chiedere la riconversione di un impianto che rappresenterebbe una bomba al centro del paese, come già dimostrato in altre città d’Italia. Proteste e cortei contro l’amministrazione comunale colpevole di non aver preso una posizione all’interno della vicenda ed accusata di avere parenti ed amici all’interno della società alle dipendenza della Isecold. A questo si è poi aggiunta la crisi dello stesso indotto che ha perso commesse e costretto alla cassa integrazione numerosi dipendenti. Ora la notizia che la Regione prende ancora altro tempo per decidere se cancellare definitivamente il progetto di ampliamento oppure dare il via libera all’installazione di altre tre cisterne. Insomma una questione che per altri trenta giorni resterà ancora al centro della questione. @riproduzione riservata

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