Castellammare. Dopo 100 anni chiude la più antica ferramenta della città

Tiziano Valle,  

Castellammare. Dopo 100 anni  chiude la più  antica ferramenta della città

Compie cento anni di attività la più antica ferramenta della città di Castellammare. Un viaggio lungo un secolo per la bottega di Piazza Spartaco che ha visto di padre in figlio alternarsi dal 1920 a oggi tre generazioni di Amendola. Una storia bella che ha resistito al tempo e ai cambiamenti. Varcati i portoncini di legno marrone, ci s’immerge, in un luogo, dove sembra che le lancette dell’orologio si siano fermate, tra lattine di colori e spaghi, tra materiale e lampadine, chiodi, martelli, giravite, matasse di ferro e affini fino alla riproduzione delle chiavi. Un locale storico, a partire dalla pavimentazione di basolato, che ha mantenuto le caratteristiche originarie e molti degli arredi iniziali. «Alcuni giorni fa – raccontano i titolari del negozio – sono entrati dei turisti provenienti da Milano e si sono incantati a vedere le cose esposte a iniziare dagli antichi barattoli di colori».Era l’estate del 1920, quando in piazza Principe di Napoli, aprì i battenti la Ferramenta Amendola. Dai palazzetti bassi agli attuali caseggiati, da dietro il bancone, dove oggi proseguono l’attività che fu del padre, Catello, i figli Antonio e Erminia hanno visto il tempo passare e con esso anche i vari cambi toponomastici della piazza da Largo Fusco a principe di Napoli a Piazza Spartaco.Una vita tra vernici e attrezzi da ferramenta per Antonio che “Miezo ‘o largo ‘e Fusco” è cresciuto.Tanti gli aneddoti storici che affiorano alla memoria della famiglia Amendola. Ricordi che s’intrecciano con la storia civica e sociale di Castellammare. «In questa piazza è veramente passata la vita della nostra città» – rammenta Antonio, che rileva l’affetto e i rapporti di buon vicinato che ci sono sempre stati con i commercianti storici della piazza, tant’è che quando fu inaugurata la Standa, nel febbraio del 1969 «il Cavalier Coppola invitò solo noi». Corrono le lancette del tempo: gli anni ’50, il boom economico, l’amicizia bella e intensa col fotografo Mimì Sicignano (sue sono le foto che ritraggono la bottega nel corso degli anni), gli anni ‘60 i capelloni e i Beatles, gli anni ‘70 e le lotte operaie, l’amicizia con un altro ex commerciante storico della piazza Gioacchino Lambiase, il terribile terremoto del 23 Novembre del 1980, gli anni novanta, il nuovo millennio. Operai, falegnami, elettricisti, meccanici, appassionati di hobby manuali, non c’è stabiese che almeno una volta nella vita non ha fatto capolino nel negozio di Piazza Spartaco. «Un giorno, un po’ di anni fa – ricorda Antonio – è entrataanche Gianna Nannini. La riconobbi da un anello particolare che indossava».Dopo un secolo di attività e una vita dietro al bancone per la famiglia Amendola è giunto il momento di fermare le lancette della tradizione per dedicarsi al riposo e agli affetti più cari. Dopo un secolo di attività, a fine mese, il negozio chiude i battenti. Nel cuore porteranno i ricordi di una vita in piazza e tra la gente «il nostro grazie più grande va ai tanti clienti che ci hanno di anno in anno rinnovato, stima e fiducia».

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