Castellammare, il sindacalista epurato dalle liste di De Luca. Di Maio: “Ma non mi fermano”

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Castellammare, il sindacalista epurato dalle liste di De Luca. Di Maio: “Ma non mi fermano”

La foto con il simbolo della lista e l’invito a votare era pronto. Ma Nino Di Maio, sindacalista stabiese, mai avrebbe pensato che quella sua passione per la politica venisse tradita così. “Avevo aderito all’invito di storici amici di trasferire, a sessantasei anni suonati e con qualche acciacco fisico, l’esperienza quarantennale nel sociale, per metterla al servizio della politica e delle istituzioni” racconta a distanza di qualche giorno, ancora ferito per come sono andate le cose. “L’esperienza maturata nel confronto sindacale con la presidenza De Luca mi ha fatto verificare l’affermazione, nelle scelte, della “POLITICA DEL FARE “così come ho potuto apprezzare la qualità e l’impegno di alcuni suoi assessori quali Bonavitacola , Marchiello e  Cinque – prova a spiegare DI Maio  – era nata così l’adesione a Fare Democratico con rappresentanti autentici della società civile”. Anche se, per Di Maio, un primo campanello d’allarme era scattato: “A pochi giorni dalla presentazione delle liste, è stata costruita un’intesa con i popolari di De Mita, già questa variante ha indebolito il mio entusiasmo” ricorda oggi. E Di Maio, insieme a un gruppo di amici, aveva iniziato il suo percorso già da tempo. “Con gli amici abbiamo continuato la nostra campagna elettorale, riscontrando consensi su tutto il territorio della provincia di Napoli; riconosco, con umiltà, forse pure inaspettati”. Ed è qui che arriva la sorpresa. A Di Maio, poche ore prima della chiusura delle liste viene proposta la candidatura “in una lista di un partito tradizionale o in alternativa uno spostamento su un collegio diverso; la mia risposta, per coerenza rispetto all’impostazione iniziale, non poteva che essere un netto rifiuto”. Secondo il sindacalista stabiese “qualcuno, o più di uno che si è allarmato e preoccupato, per le sue prospettive personali, di un risultato di una certa portata”. Forse anche per il ticket con la dottoressa Agnese Borrelli su cui Di Maio stava lavorando. Si definisce u personaggio scomodo, e spiega che “hanno pensato bene ad un’alleanza spuria ed extra elettorale tesa ad eliminare l’incomodo”. Ma l’impegno del sindacalista non si ferma: “Continuerò insieme ai tanti amici, con maggiore entusiasmo e fermezza, l’impegno nel sociale, per determinare scelte e decisioni delle istituzioni finalizzate alla tutela della persona”.

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