Andrea Ripa

I fari della procura sullo scandalo sepolture a Torre Annunziata

Andrea Ripa,  

I fari della procura sullo scandalo sepolture a Torre Annunziata

I costi per la sepoltura lievitano e scatta la denuncia in Procura. Finisce ancora una volta, sotto i riflettori, il cimitero di Torre Annunziata. Questa volta il giallo scatta dopo una serie di segnalazioni e proteste avanzate da alcuni cittadini, familiari di defunti, che nonostante abbiano fatto notare ai responsabili del cimitero e contestato i costi esorbitanti dei servizi alle Arciconfraternite, si sono visti trattare in malo modo. Così la decisione di mettere nero su bianco e presentare un esposto in Procura. Oggetto della denuncia l’aumento incomprensibile e improvviso dei costi dei servizi per la sepoltura e per la conservazione delle ceneri. Nell’esposto tre cittadini denunciano, con dovizia di particolari, inserendo anche il nome delle Arciconfraternite e ricostruendo tutti gli episodi, le vicende nelle quali si sono visti presentare conti salatissimi. «Non si può nemmeno più morire – dicono – e chiedere una sepoltura o una nicchia per le ceneri, convinti di risparmiare, diventa un lusso». Una premessa importante alla quale poi segue il listino choc di prezzi e la notizia che a qualsiasi cifra poi sborsata dal familiare del defunto non viene nemmeno certificata con ricevute. Poi i costi «Duecento euro per l’ingresso delle ceneri, 450 euro per depositare le ceneri in una nicchia, 500 euro per la voltura della nicchia, cinquanta euro per la pulizia, venti euro per il contributo luci e ora mi hanno chiesto altro cento euro per cosa non mi è stato ancora specificato ho solo trovato un avviso in nicchia- si legge nell’esposto – tutti soldi che mi sono stati chiesti subito. E quando ho chiesto la fattura o quanto meno una ricevuta del pagamento prima mi hanno fatto problemi dicendo che non erano prezzi pieni ma scontati e poi per accontentarmi mi hanno rilasciato una ricevuta su un pezzetto di carta nemmeno intestato, è uno scandalo». Ma questo non è l’unico caso: c’è chi ha pagato un funerale che non si è mai tenuto, chi vede ogni giorno avvisi sulle tombe dei cari di minacce di staccare le utenze o richieste di contributi aggiuntivi. E infine c’è poi la gestione di un camposanto che nonostante i regolamenti di polizia mortuaria, gli scandali e le inchieste continua ad essere una patata bollente. Nel mirino questa volta però la gestione privata del camposanto che potrebbe così far riaprire una nuova inchiesta da parte della Procura di Torre Annunziata. Per ora resta quindi la rabbia e la continua rivolta dei familiari di defunti che chiedono degna sepoltura e ospitalità delle ceneri ma tenendo fede alle tariffe e soprattutto senza il rischio che c’è chi ne approfitta. Dal canto suo il Comune promette delle verifiche già da lunedì per cercare di capire quello che sta accadendo. Intanto a questa di aggiunge anche un’altra polemica: lo stato di degrado e abbandono della camera mortuaria che continua a rappresentare uno dei luoghi più indecorosi del camposanto che cade a pezzi.

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