La crisi ha bruciato 116 miliardi di consumi, e calano i prezzi

Redazione,  

La crisi ha bruciato 116 miliardi di consumi, e calano i prezzi

Secondo i dati provvisori di agosto resi noti dall’Istat, l’inflazione registra un ribasso annuo dello 0,5%, mentre il carrello scende da +1,2% di luglio a +1,1%. Ciò significa che la spesa delle famiglie è precipitata dell’11,3% su base congiunturale e del 17,3% su base annua, la deflazione ne è l’inevitabile conseguenza. Anche se la causa è la grave crisi ed il fatto che il Covid abbia bruciato, secondo Confcommercio, 116 mld di consumi, gli effetti sono positivi, dato che la flessione dei prezzi è un’ancora di salvataggio per chi non arriva a fine mese e permette di contenere la caduta del potere d’acquisto delle famiglie determinata dalla riduzione del reddito disponibile.

Dice Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori: «Non vanno confuse le ragioni della deflazione, negative, con le sue conseguenze, positive per i consumatori che vanno a fare la spesa. Per una coppia con due figli, la famiglia tradizionale di una volta, la deflazione consente una riduzione della spesa annua complessiva di 203 euro, con un ribasso di 211 euro per i trasporti e di 145 euro per l’abitazione, anche se il carrello della spesa a +1,1% incide ancora sugli acquisti di tutti i giorni, che segnano in rialzo di 110 euro, inferiore, però, a luglio quando la maggior spesa era pari a 117 euro su base annua”, prosegue Dona.

“Per una coppia con 1 figlio, la tipologia di nucleo familiare ora più diffusa in Italia, il risparmio è di 191 euro, anche se il rialzo per le compere quotidiane è di 100 euro (era 106 a luglio), per una famiglia media la flessione dei prezzi si traduce in una diminuzione del costo della vita di 159 euro, anche se 83 euro in più vanno spesi per i beni alimentari e per la cura della casa e della persona. Nel mese precedente, comunque, erano 88 euro in più”, conclude Dona.

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