Alta tensione agli Scavi di Pompei, precari in rivolta: «Sciopero il 15 settembre»

Salvatore Piro,  

Alta tensione agli Scavi di Pompei, precari in rivolta: «Sciopero il 15 settembre»

Pompei. Tensioni e rischio serrata, i precari degli Scavi annunciano lo sciopero. Circa 50 lavoratori tra addetti alla biglietteria, accoglienza, ufficio guide, informazioni e controllo accessi al Parco Archeologico di Pompei, incroceranno le braccia nella giornata di martedì 15 settembre. Si definiscono i “moderni schiavi, lavoratori di serie B, con meno salario, meno diritti, spesso con contratti part-time o a tempo determinato”. Sono i precari “nell’ombra”, i dipendenti “in appalto”.

Lo sciopero coinvolgerà i dipendenti della società Opera Laboratori Fiorentini, una Spa in house del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, nonché un pezzo della holding Civita Cultura. Anche agli Scavi di Pompei alcuni servizi aggiuntivi ma in realtà essenziali, che investono le principali attività di accoglienza e di sicurezza, sono stati infatti esternalizzati e oggi vengono assicurati da personale dipendente delle società appaltatrici. Tra queste c’è pure la Opera Laboratori Fiorentini. “Un’azienda – si legge nella nota ufficiale di proclamazione dello sciopero firmata dal rappresentante legale del sindacato Cobas del Lavoro Privato Domenico Teramo – che da mesi sta effettuando una riduzione dell’orario di lavoro a causa dell’emergenza Covid-19 organizzata attraverso una riduzione orizzontale dell’orario che costringe i dipendenti addetti al Parco Archeologico di Pompei, già provati economicamente dal mancato pagamento da parte dell’INPS delle integrazioni salariali, a effettuare ogni giorno lunghi spostamenti per raggiungere la sede di lavoro, con i conseguenti costi di trasporto, per svolgere poche ore di prestazione lavorativa”.

 

“Denunciamo la disorganizzazione e la riduzione del personale per la biglietteria e i controlli” sottolinea invece Luigi Napolitano, rappresentante sindacale Cobas Lavoro Privato per Pompei. “I lavoratori sono stremati. Da circa 4 mesi ormai stanno aspettando la cassa integrazione” aggiungono dal sindacato “e, dopo il lockdown, gli addetti sono stati richiamati al lavoro con un monte ore mensile ridotto a 60 rispetto al precedente full time da 158 ore. Adesso basta. Chiediamo la internalizzazione e turni da 8 ore. Anche nel 2019 i parchi archeologici di Pompei ed Ercolano hanno aumentato visitatori e incassi (la media giornaliera è, rispettivamente, di 11mila e 1500 visitatori, ndr) eppure, nonostante l’enorme flusso di denaro che questi numeri assicurano, il Ministero dei Beni Culturali e le sovrintendenze competenti continuano ad abusare del lavoro in appalto, che è una vergogna. Tanto più quando il responsabile di tanta precarietà è in pratica lo Stato”.

La Opera Laboratori Fiorentini, la Spa in house del Mibact, “ha fino ad oggi ignorato le richieste dei lavoratori di ridistribuire l’orario di lavoro con una riduzione verticale che consenta di effettuare lo stesso monte orario di lavoro ripartito in meno giorni della settimana” si legge ancora nella nota di proclamazione dello sciopero già spedita, nella giornata di ieri, anche alla Prefettura di Napoli e alla Commissione di Garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali.

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