Pompei, cancelli anti-clochard: il Santuario si blinda

Redazione,  

Pompei, cancelli anti-clochard: il Santuario si blinda

Il Santuario di Pompei blindato, pronti cinque cancelli anti-clochard. “L’idea” ha spiegato ieri un addetto alla sorveglianza della storica Basilica voluta in città da Bartolo Longo e consacrata nel 1901 «è partita dal Vescovo di Pompei. Qui la notte è un inferno. Barboni e clochard hanno già danneggiato le porte d’ingresso in legno del Santuario. Per non parlare della sporcizia che poi lasciano sotto il portico della facciata». E così, ieri pomeriggio intorno alle 16, cinque robusti cancelli bianchi e in ferro sono spuntati per la prima volta nella centralissima piazza della Basilica di Pompei. Si è trattato di una prova per la loro installazione, che potrebbe essere ultimata invece entro il 7 ottobre, la data tanto attesa dai fedeli cattolici di mezzo mondo per la sentita Supplica in onore della Madonna di Pompei. Supplica che però, quest’anno, potrebbe saltare. Oppure svolgersi con modalità diverse a causa dei temuti assembramenti di fedeli e di pellegrini, che evidentemente mal si conciliano con l’ultimo aumento dei contagi da virus Covid-19 registrati anche a Pompei. Gli speciali cancelli anti-clochard per blindare la Basilica, ieri pomeriggio, sono stati trasportati a bordo di un camioncino guidato dagli operai della ditta che, con ogni probabilità, sarebbe ormai pronta a effettuare i lavori. Gli operai hanno infatti preso le misure giuste per stabilire l’altezza e la larghezza dei cancelli, che in totale saranno cinque, chiudendo dunque tutti i varchi (due laterali e tre centrali) di accesso al Santuario rivolti verso piazza Bartolo Longo. E’ però probabile che i cinque cancelli saranno installati anche per un altro scopo: quello di facilitare ingressi contingentati nella Basilica. Dove infatti le celebrazioni, dopo lo stop per il lockdown, sono riprese a partire dallo scorso 18 maggio solo in alcuni orari e con ingressi ridotti e su prenotazione. Il tutto è in linea con un protocollo stabilito il 7 maggio tra la Conferenza Episcopale e il Governo, che fissa le regole da seguire per il contenimento e la gestione dell’emergenza epidemiologica da coronavirus. Norme stringenti, rispettate da tutti i fedeli e i visitatori. Questi ultimi paiono dividersi, invece, sulla possibilità di vedere il “loro” Santuario blindato. «Fa bene il nostro Vescovo», dice una donna, intercettata ieri prima di entrare nella Basilica ma solo dopo aver usato il gel igienizzante messo a disposizione dalla Protezione Civile e dagli inservienti presso uno dei due ingressi laterali. «Questo è il nostro Santuario», prosegue la donna «va protetto in ogni modo contro i clochard e i raid vandalici». «Non sono d’accordo», commenta scettico e al contrario un giovane, che di mestiere fa il barista in uno dei più famosi locali in piazza Bartolo Longo. «Conosco tante persone senzatetto, molti clochard. Si fermano spesso qui da me al bar per prendere un caffè, oppure chiedono un cappuccino caldo. Dove dovrebbero andare a dormire? La Chiesa dovrebbe accoglierli e proteggerli. Altrimenti, dov’è la carità? Blindare il Santuario è un brutto se