Castellammare. Omicidio Fontana, la vittima incontrò due politici prima del delitto

metropolisweb,  

Castellammare. Omicidio Fontana, la vittima incontrò due politici prima del delitto

Castellammare. Antonio Fontana incontrò due consiglieri comunali, pochi giorni prima di essere ammazzato dai killer all’esterno di una pizzeria di Agerola. L’indiscrezione, circolata subito dopo l’agguato, negli ultimi mesi ha trovato riscontri sui quali già da settimane si stanno concentrando gli investigatori che indagano sul delitto del ras dell’Acqua della Madonna. Conferme schiaccianti che raccontano anche di come i boss del clan D’Alessandro, egemone a Castellammare di Stabia, fossero infuriati per i rapporti tra Antonio Fontana e qualche consigliere comunale, a tal punto che qualche spiffero sulla contrarietà di Scanzano – in quel periodo – sarebbe arrivato anche a Palazzo Farnese.Una vicenda che, stando alle prime ipotesi investigative, non avrebbe a che fare con il movente del delitto: Antonio Fontana, secondo l’Antimafia, è stato ucciso seppur a distanza di anni come risposta agli omicidi di Antonio Martone e Giuseppe Verdoliva e in particolare per punire il fratello Luciano Fontana, che collaborando con la giustizia ha permesso di far arrestare numerosi esponenti dei clan stabiesi. Ma il retroscena degli incontri con i consiglieri comunali serve per definire anche i rapporti che la camorra ha stretto con la politica e soprattutto comprendere se la criminalità organizzata possa in qualche modo aver condizionato le scelte amministrative.Antonio Fontana è stato ammazzato l’8 luglio 2017 e in quel momento a Castellammare di Stabia, governava il centrosinistra guidato dal sindaco Antonio Pannullo. Di lì a breve ci sarebbe stato l’ormai famoso rimpasto del “fiato sul collo della camorra”, denunciato dallo stesso primo cittadino in quei giorni.Proprio in quei mesi, l’Antimafia ha interrogato alcuni esponenti politici stabiesi proprio per verificare gli incontri tra il ras dell’Acqua della Madonna e i consiglieri comunali. Ma tutti avrebbero negato di essere a conoscenza di quei contatti. Dai riscontri degli ultimi mesi emergerebbe però una realtà diversa. Il sospetto dell’Antimafia è che c’è chi abbia voluto “coprire” quei contatti con il ras dell’Acqua della Madonna e mettere a tacere quelle voci. Che adesso sono tornate d’attualità nelle carte dell’Antimafia.