Tiziano Valle

Castellammare. Omicidio Fontana, il messaggio shock prima del delitto: «Sei un morto che cammina»

Tiziano Valle,  

Castellammare. Omicidio Fontana, il messaggio shock prima del delitto: «Sei un morto che cammina»

«Ma che parli a fare? Tu sei un morto che cammina». E’ il testo di un messaggio indirizzato ad Antonio Fontana, pochi mesi prima che il ras dell’Acqua della Madonna venisse ucciso dai sicari all’esterno di una pizzeria di Agerola. Il messaggio risale a gennaio 2017, mentre l’omicidio dell’ex collaboratore di giustizia è avvenuto l’8 luglio 2017. Gli investigatori mantengono il più stretto riserbo sulla vicenda, anche perché le indagini sull’ultimo delitto eccellente di camorra sembrano arrivate a un punto di svolta, ma a quanto pare il mittente di quel messaggio non è affiliato ai clan. Si tratterebbe di un piccolo pregiudicato del centro antico di Castellammare di Stabia che in quel periodo ha avuto problemi con la giustizia, per alcuni raid nei confronti di attività commerciali. Antonio Fontana gli inviò un messaggio per chiedergli di lasciare in pace un commerciante amico e di tutta risposta gli fu risposto di non intromettersi perché lui era «un morto che cammina».

Questo messaggio però è tenuto in considerazione dagli investigatori per ricostruire quelli che sono stati gli ultimi mesi di vita di Fontana e anche le eventuali fasi preparatorie di quell’omicidio. Chi ha inviato il messaggio sapeva che c’era una sentenza di morte per il ras dell’Acqua della Madonna e forse sapeva anche chi l’aveva emessa, per rispondere in quel modo.

Il sospetto è che tra i vicoli di Castellammare di Stabia già tempo prima di quel delitto si sapeva cosa sarebbe dovuto accadere.Lo stesso Fontana, come spuntato fuori fin dai primi giorni delle indagini, aveva manifestato la volontà di lasciare Castellammare perché temeva per la sua vita ed aveva anche raccontato che qualcuno lo stava seguendo appena metteva piede fuori di casa evidentemente per monitorare i suoi movimenti. Tutti dettagli che stanno consentendo agli inquirenti di mettere insieme i tasselli del puzzle investigativo, destinato a svelare i nomi di mandanti e autori del delitto.Intanto dal punto di vista politico, dopo la notizia dell’incontro tra Antonio Fontana e due consiglieri comunali nel 2017, l’esponente di “Terra” Tonino Scala chiede la desecretazione dei verbali della commissione parlamentare Antimafia, che ascoltò l’ex sindaco Antonio Pannullo nel dicembre 2017. «Chiedo che venga fatta luce su una vicenda ricca d’ombre in una città che merita altro», dice il consigliere comunale Tonino Scala.