Elena Pontoriero

Gragnano. Museo della Pasta, paga anche Liguori

Elena Pontoriero,  

Gragnano. Museo della Pasta, paga anche Liguori

Il Comune incassa l’ultima delle tre quote previste dall’Art Bonus per la realizzazione del Museo della Pasta. Un patto tra i grandi pastifici era stato siglato nel 2017, per concretizzare l’opera pubblica diventata il sogno del sindaco Paolo Cimmino, deciso fin dal primo giorno dell’attuale mandato a dare forma e corpo all’idea culturale. A versare i 100mila euro, pochi giorni fa, è stato anche il pastificio Liguori, che ha ritardato di tre anni la promessa fatta durante l’accordo verbale, poi redatto, nell’aula consiliare di Gragnano durante la presentazione dell’iter intrapreso. In ordine, a mantenere l’impegno preso con i cittadini prima e il Comune poi, è stato a fine 2018 il pastificio Garofalo seguito dal pastificio Di Martino nei primi mesi del 2019. Un progetto che, in effetti, aveva già un gruzzolo importante incassato dalla Città Metropolitana che lo aveva adottato, per un importo pari a 2 milioni e mezzo. A sventolare la bandiera della vittoria era stato il sindaco Paolo Cimmino che, a giungo scorso, ne aveva annunciato il risultato in attesa dell’ultimo tassello da inserire al mosaico: il versamento ultimo del pastificio Liguori. Chiuso il cerchio, almeno per la part economica dell’opera pubblica, si passerà, quindi, alla sottoscrizione definitiva della convenzione con la Città Metropolitana e all’attesa apertura del cantiere, previo affidamento dell’intervento. Il Museo della Pasta sorgerà all’interno dell’ex monastero di San Michele Arcangelo, che  sarà sottoposto a lavori di restauro e risanamento per un importo complessivo di € 2.790.615,50 (di cui € 310.507,47 finanziati dal “Pastificio Garofalo S.p.a.”, “Pastificio Di Martino Gaetano e Fratelli S.p.a.” e “Pastificio Liguori S.p.a.” nell’ambito dell’Art Bonus mentre la restante parte finanziata nell’ambito del Piano Strategico della Città Metropolitana di Napoli). L’intervento programmato prevede la rifunzionalizzazione dell’ex monastero di San Michele Arcangelo, con la sistemazione al primo piano di gallerie, sale espositive e punti di degustazione nonché tutti gli ambienti propri del museo quali: bookshop, archivio fotografico, sale proiezioni. I locali siti al piano ammezzato saranno destinati in parte a laboratori di pasticceria e pasta ad uso didattico e in parte ad archivi, depositi e locali tecnici  a servizio dell’area espositiva.  Gli ambienti al primo piano saranno, infine, destinati a scuola di formazione di cucina (con relative aule didattiche e cucine attrezzate per la preparazione dei cibi) e a uffici e sale riunioni. Dopo il Piano Urbanistico Comunale (Puc), l’amministrazione accelera anche sul Museo della Pasta, bocciato con un secco “no” dal presidente della Regione, De Luca, nel 2016 e che, invece, ha conquistato l’interesse del presidente dell’ex provincia de Magistris. Un punto di riferimento ritenuto fondamentale dal team Cimmino, per ampliare l’offerta turistico-culturale e promuovere a 360 gradi il brand Gragnano «attraverso i valori identitari di una tradizione secolare. Un progetto di identificazione territoriale che stiamo portando avanti con tutte le forze con una grande visione strategica», è la mission della governance uscente.Gragnano.