Sospiro di sollievo per il sindaco di Salvati: il consiglio comunale approva il bilancio preventivo

Adriano Falanga,  

Sospiro di sollievo per il sindaco di Salvati: il consiglio comunale approva il bilancio preventivo

Passa il bilancio preventivo. Grazie anche all’accordo sulla rimodulazione di Giunta, Cristoforo Salvati trova la sintesi sull’atto politico contabile, dando il via al “Salvati Bis”. Un bilancio magro, senza pretese e sul filo della tenuta dei conti. La seduta comincia con l’assenza del servizio streaming. Nonostante la convenzione in corso, la ditta incaricata ha dato forfait all’ultimo minuto. L’opposizione chiede il rinvio, ma essendo la seduta pubblica la segretaria comunale Giovanna Imparato esprimerà parere contrario, validando la seduta assieme al voto espresso dai consiglieri di maggioranza presenti. Oramai è prassi per questa maggioranza presentare emendamenti e discuterli in Aula tra loro stessi, vanificando quella che dovrebbe essere prerogativa delle commissioni e delle riunioni di maggioranza. Bocciato infatti l’emendamento presentato da Nicola Cascone, che obbliga il cittadino a rilasciare una autocertificazione di regolarità pagamento tributi per ottenere qualsiasi certificazione o autorizzazione amministrativa. Contrari o astenuti Insieme Possiamo, Indipendenti, Identità Scafatese e Lega dalla maggioranza, mentre dalla minoranza voteranno a favore Sarconio e Ambrunzo.

“Provvedimento iniquo perché non tiene conto, tra l’altro, della residenza del contribuente” puntualizza Pasquale Vitiello. “Indicibile subordinare il rilancio della Scia al pagamento dei tributi” tuona dalla minoranza Nicola Acanfora. “Certamente un atto importante – aggiungerà il sindaco – ma necessario un approfondimento e riportare l’argomento nel prossimo bilancio di previsione”. Cascone non la prende bene, e sul social network scriverà testualmente: “La doppia morale viene nascosta dietro l’opinione di presunta illegittimità dell’emendamento. Io a favore della città, altri di coloro che evadono le tasse ma hanno i soldi per costruire ed accrescere la propria ricchezza”. Quanto al Bilancio, l’opposizione contesta il documento arrivato in Assise, diverso da quello votato in Giunta il 6 marzo. “Cambiando i numeri cambia il bilancio, noi non sappiamo quale atto andremo a votare” dirà Liliana Acanfora, oltre a richiamare anche il maggior disavanzo di 9 milioni di euro, già votato in Aula, frutto della mancata dismissione degli immobili, della mancata vendita delle farmacie e delle scarse entrate tributarie. A chiarire è il ragioniere capo Marco Gagliarde: “il bilancio è stato sottoposto a variazioni d’urgenza per i fondi Covid e per la ristrutturazione delle aule scolastiche, c’è un decreto che autorizza, e comunque gli equilibri non sono cambiati”. Contesterà fortemente la regolarità del documento contabile anche Michele Russo, evidenziando una serie di irregolarità, a suo dire, di natura anche amministrativa. “Non sono stato un sindaco fortunato, per le condizioni in cui ho trovato l’Ente, appena uscito da uno scioglimento – l’intervento di Salvati – è una situazione complessa, ma non consento a nessuno di infierire sulla professionalità dei nostri dirigenti e revisori”.