Pompei. Pestaggi in piazza, indagini su 25 bulli

Redazione,  

Pompei. Pestaggi in piazza, indagini su 25 bulli

Pompei. Avrebbero agito soltanto per noia, per “riempire” un sabato sera probabilmente monotono per i loro gusti. Nessuna rivalità tra bande, nessuno sguardo di troppo a qualche ragazzina e nessuna lite c’era stata prima dell’aggressione consumatasi ai danni di un 14enne di Pompei, soccorso sabato notte dai medici del San Leonardo di Castellammare per un lieve trauma cranico. È quanto sarebbe emerso dalle primissime indagini degli agenti del commissariato di Pompei, coordinati dal vice questore Stefania Grasso, che hanno già proceduto ad acquisire le immagini del sistema di videosorveglianza installato in centro tra via Roma, via Sacra e piazza Bartolo Longo, ascoltando pure i testimoni che hanno scongiurato la tragedia e che sono intervenuti immediatamente per placare gli animi. Immagini che potrebbero rivelare nuovi dettagli ai fini della ricostruzione del raid di sabato sera che fortunatamente si è chiuso con un forte spavento e una diagnosi di cinque giorni di prognosi riservata. L’aggressione, secondo prime indiscrezioni, sarebbe stata ordinata da una banda di ragazzini di Boscoreale, della zona del Piano Napoli. Ragazzini già noti a Pompei per altri episodi di violenza e arroganza andati in scena nei confronti dei più deboli. Il modus operandi è sempre il solito: utilizzano un intermediario per fermare la vittima di turno. Si avvicinano, iniziano il chiacchiericcio fino a quando la trappola è completamente tesa. “Che hai da guardare?”, “c’è qualche problema?”, “questi ragazzi devono parlarti ora”. Provocazioni che si trasformano poi in aggressioni fisiche e verbali. È successo così sabato sera anche al 14enne di Pompei mentre era in compagnia degli amici. Il giovane ha immediatamente capito che era forse il caso di cambiare aria, ma non è bastato. Ha tentato di allontanarsi da via Roma, provando a raggiungere via Sacra e successivamente via San Giuseppe per trovare rifugio dai parenti. Ed è proprio sotto la sua abitazione che è stato aggredito da un branco di 25 ragazzini che hanno persino forzato il portone blindato. Una gang che sarebbe nota con l’appellativo “La Famiglia”, utilizzato spesso anche sui social. Baby gang che sono state spesso segnalate mentre stazionano tra i giardinetti della Fonte Salutare di Pompei. Giovanissimi che ora hanno le ore contate. Quello di sabato sera, purtroppo, non è il primo caso di aggressione di gruppo, nonostante il boom di controlli garantiti dalle forze dell’ordine che più volte hanno scongiurato risse sul territorio.