Mario Memoli

Scarichi killer nel fiume Sarno, false analisi: 6 indagati

Mario Memoli,  

Scarichi killer nel fiume Sarno, false analisi: 6 indagati

Avrebbero falsificato le analisi per coprire gli scarichi irregolari delle imprese della Valle dell’Irno e conciarie di Solofra, il polo industriale irpino finito nel mirino dei carabinieri forestali e del Noe sotto il coordinamento delle procure del capoluogo irpino e di quella di Nocera Inferiore che indagano sulle cause per l’inquinamento del Sarno. Le attività di monitoraggio sulla Solofrana, il torrente che si immette nel fiume Sarno, hanno fatto emergere dati sconcertanti da cui è scaturita una raffica di denunce, una media di una al giorno, arrivando a confermare quelli che da sempre sono i sospetti di cittadini. Tutto nero su bianco, in un commento sui social del ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, che ha riportato i risultati dei controlli sul corso d’acqua condotti lo scorso mese. L’operazione ha portato a scoprire false certificazioni da parte di tecnici di laboratorio relativamente ai rifiuti prodotti da alcune aziende. Sono 27 le attività verificate e 50 le persone denunciate, sei gli indagati. Le indagini dei militari hanno permesso di individuare sei tecnici di laboratori di analisi della provincia di Avellino e della Valle dell’Irno che avrebbero redatto false attestazioni per certificare la qualità dei rifiuti prodotti da alcune imprese perché risultassero nei parametri di legge. Oltre alle denunce, nel solo polo solofrano (ma anche nei comuni del salernitano) della concia sono state elevate sanzioni amministrative per 82mila euro. I controlli, tra l’altro, sono anche stati portati avanti dalla Gori, società che gestisce il servizio idrico integrato in zona, che ha verificato per ben quattro aziende dell’agro nocerino sarnese «l’inesistenza dei titoli autorizzativi a scaricare nelle fogne». Si tratta di aziende che hanno sede a San Marzano sul Sarno, a Pagani e nell’area dei Monti Lattari. Nei confronti di queste aziende, che però potranno presentare anche memorie difensive, la mannaia del distacco del servizio idrico qualora non riescano a dimostrare che lo sversamento nella fogna pubblica avviene secondo le regole e, dunque, non inquinando. Il ministro Costa ha elogiato tramite facebook il lavoro che stanno portando avanti i carabinieri del nucleo ambientale «Gli inquinatori continuano a sfidare lo Stato e lo Stato risponde. Ricordate il fiume Sarno trasparente durante il lockdown? – ha aggiunto il ministro all’Ambiente Costa – Dal 4 maggio a oggi sono state controllate oltre 190 attività produttive, denunciate 120 persone, individuati 40 scarichi abusivi e sequestrate 6 aree di stoccaggio dei rifiuti. Centinaia di migliaia di cittadini chiedono di non vivere più in un territorio deturpato e violentato. Ce la stiamo mettendo tutta” ha concluso il Ministro. Anche nel corso del mese di agosto sono stati effettuati numerosi accessi presso opifici industriali operanti lungo il corso del fiume Sarno e dei suoi principali tributari, i torrenti Solofrana e Cavaiola, al fine di verificare l’eventuale presenza di scarichi abusivi nonché la regolarità di quelli censiti.