Salvatore Dare

Turismo, l’ora più dura. Alcuni hotel della penisola sorrentina già richiudono

Salvatore Dare,  

Turismo, l’ora più dura. Alcuni hotel della penisola sorrentina già richiudono

Sorrento. Storicamente, settembre era il mese migliore per il turismo in penisola sorrentina. Clienti di qualità, soprattutto stranieri, in particolare inglesi e statunitensi, capaci di riempire le strutture ricettive e animare l’intero indotto a suon di euro. Ma alla luce della pandemia dovuta al Covid 19 e del conseguente crollo degli arrivi, a Sorrento e dintorni si prospettano già le prime chiusure per alcuni alberghi che lo scorso giugno decisero di riaprire i battenti subito dopo il lockdown. «Per la ripresa vera e propria serve il vaccino contro il coronavirus» ha sottolineato nei giorni scorsi l’imprenditore Costanzo Iaccarino, presidente di Federalberghi penisola sorrentina, consapevole che oggi più di prima sta arrivando la fase più amara, più preoccupante. Perché il cosiddetto turismo di prossimità, quello degli italiani, è ormai agli sgoccioli. Le ferie estive – per chi ne ha goduto – sono ormai terminate e quindi sono ridotte al lumicino quelle chance di prenotare una settimana di vacanza in penisola sorrentina. Senza dimenticare un altro aspetto di primaria importanza.

E’ vero che sono ripresi i voli dei gruppi turistici provenienti da Londra e in arrivo a Napoli. Ma se si prendono in esame i dati pre lockdown si capisce chiaramente come le prospettive siano tutt’altro che rosee. Una volta, si arrivava a toccare la quota di diecimila presenze al giorno sul territorio, ora c’è stata una diminuzione cospicua, pari quasi al novanta per cento. Un’enormità, insomma, che come già indicato da Iaccarino suggerirà ad alcune strutture alberghiere di chiudere nel giro di qualche settimana, sicuramente entro la fine del mese di settembre. Non conviene rimanere aperti senza clienti né si possono avanzare delle previsioni precise su quante prenotazioni potranno arrivare da comitive individuali nel periodo di bassa stagione. E’ chiaro che almeno fino a quando non ci sarà un vaccino, che potrà consentire alle famiglie, agli operatori e a tutti di riprendere a vivere con serenità, prospettare un rilancio del settore turistico è assolutamente un azzardo. Il turismo di prossimità incide poco su ciò che la penisola sorrentina ha saputo proporre da sempre. Tutto questo va inevitabilmente a pesare sull’indotto e sui lavoratori stagionali. Adesso è alle porte un inverno durissimo, e non solo per chi ipotizza il rischio di una seconda ondata di potenziali contagi di Covid 19. I dipendenti di hotel, locali, ristoranti, strutture extralberghiere e tutte quelle attività commerciali legate al turismo andranno in grossa difficoltà. Chi ha lavorato l’ha fatto per pochi mesi e non sempre a tempo pieno. E c’è la possibilità di non maturare tutti i requisiti necessari per incassare l’indennità di disoccupazione Naspi. Sul punto, di recente, in piena campagna elettorale per le Regionali, il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, ha garantito massimo impegno e volontà di predisporre uno strumento a tutela dei lavoratori. I sindacati e i dipendenti stagionali attendono evoluzioni costruttive. @riproduzione riservata