Alberto Dortucci

Scandalo rifiuti a Torre del Greco, ora la procura accelera: nuovo blitz in Comune

Alberto Dortucci,  

Scandalo rifiuti a Torre del Greco, ora la procura accelera: nuovo blitz in Comune
I carabinieri al complesso La Salle

Torre del Greco. Sono tornati sul «luogo del delitto» a sole 24 ore dal primo blitz capace di scatenare l’ennesimo terremoto giudiziario in Comune. Perché, contrariamente alla convinzione del sindaco Giovanni Palomba, gli accertamenti affidati dalla procura di Torre Annunziata ai carabinieri della caserma Dante Iovino non sono «semplici controlli di routine». Al termine di due anni costellati di veleni e denunce, infatti, ora il pubblico ministero Bianca Maria Colangelo vuole finalmente vedere chiaro sulle cause del disastro-rifiuti all’ombra del Vesuvio. E incastrare gli eventuali responsabili di uno scempio finito in varie occasioni al centro delle cronache nazionali.

I controlli bis

Neanche il tempo di archiviare le sette ore di accertamenti andate in scena tra palazzo Baronale e il complesso La Salle – gli investigatori hanno, inoltre, bussato alla porta della sede legale della ditta Buttol per acquisire documenti e verbali sindacali – e i militari dell’Arma guidati dal capitano Andrea Leacche hanno nuovamente bussato alla porta della geologa Claudia Sacco, l’ex assessore alle politiche sociali della giunta targata Gennaro Malinconico oggi alla guida del settore Nu dell’ente di largo Plebiscito. Ufficialmente per completare il lavoro «commissionato» dal magistrato del pool guidato dal procuratore aggiunto Pierpaolo Filippelli, già noto ai politici della città del corallo per l’inchiesta sullo scandalo del voto di scambio costato l’arresto all’ex consigliere comunale Stefano Abilitato e il divieto di dimora in Campania – revocato a distanza di un anno – al politico-poliziotto Ciro Piccirillo. «C’erano centinaia di documenti da recuperare: c’è stato bisogno di un ulteriore giro di controlli», la versione trapelata tra i corridoi della sede distaccata del Municipio. Tuttavia, la mole di atti acquisiti dagli investigatori – alcuni relativi all’amministrazione comunale targata Ciro Borriello, già arrestato e sotto processo per la monnezza connection con i vertici della ditta Fratelli Balsamo – potrebbe rappresentare una sorta di «depistaggio» per acquisire, senza dare nell’occhio, provvedimenti ritenuti «chiave» per la gestione del business-Nu.

Caccia ai colpevoli

Il fascicolo sullo scempio rifiuti a Torre del Greco è stato aperto nel 2020, dopo una dettagliata e circostanziata denuncia arrivata in procura. Al momento, l’inchiesta è a carico di ignoti. Ma la brusca accelerata impressa alle indagini potrebbe portare, a breve, a una svolta. Il nuovo terremoto in Municipio arriva a un mese esatto dall’iscrizione nel registro degli indagati per i vertici della ditta Buttol – il generale Franco Mottola e il direttore generale Luca Di Monte – finiti sotto i riflettori dei magistrati per la vicenda del trasbordo dei rifiuti all’interno dell’ex ecopunto di viale Sardegna. Ma, stavolta, la bufera giudiziaria si potrebbe allargare non solo al colosso ambientale a cui sono stati affidati i servizi di igiene urbana in città.

@riproduzione riservata