Disastro rifiuti a Torre del Greco: ecco i due appalti nel mirino della procura

Alberto Dortucci,  

Disastro rifiuti a Torre del Greco: ecco i due appalti nel mirino della procura
Carabinieri a palazzo Baronale

Torre del Greco. I documenti acquisiti dai carabinieri durante la «doppia visita» a palazzo Baronale e a palazzo La Salle sono centinaia. Ma sotto i fari del pubblico ministero Bianca Maria Colangelo – a cui è stata affidata l’ennesima inchiesta sul business rifiuti all’ombra del Vesuvio – ci sarebbero, in particolare, due atti-chiave del calvario infinito del settore Nu a Torre del Greco: la revoca dell’incarico al consorzio Gema di Pagani – arrivata in un periodo in cui le criticità registrate a cavallo tra il novembre del 2018 e il gennaio del 2019 – e l’appalto milionario aggiudicato alla ditta Buttol, l’unica a partecipare alla gara promossa dalla squadra di governo cittadino guidata dal sindaco Giovanni Palomba.

Scacco matto in 2 mosse

Il fascicolo aperto dal magistrato già conosciuto in città per avere collaborato con il procuratore aggiunto Pierpaolo Filippelli alle indagini sullo scandalo del voto di scambio resta, al momento, a carico di ignoti. Ma, a breve, potrebbe arrivare la prima svolta nelle indagini. L’acquisizione della corrispondenza tra il primo cittadino e i vertici dell’Asl Napoli 3 Sud – lettere, contrariamente alle ordinanze e alle determine dirigenziali pubblicate all’albo pretorio del Comune, fino a oggi riservate – rappresenta un segnala chiaro della volontà dei magistrati di capire come siano state effettivamente «gestite» le varie crisi-rifiuti registrate in città e se gli atti consequenziali adottati dall’ente di largo Plebiscito siano stati opportuni  e tempestivi. Insomma, gli investigatori – relativamente alla revoca dell’incarico al consorzio Gema – vogliono capire se il ritardo con cui è stato cacciato il colosso ambientale di Pagani sia giustificato oppure meno. Non solo: i fari del pubblico ministero si sono poi accesi sulla successiva gara d’appalto a cui – contrariamente al primo mini-bando – si presentò solo la ditta Buttol, già presente sul territorio e gradita a diversi esponenti della maggioranza uscita vincitrice dalle elezioni del 2018 poi macchiate dagli arresti per voto di scambio.

Sospetti sulle «varianti»

A chiudere il cerchio delle anomalie su cui la procura di Torre Annunziata vuole fare piena luce le «varianti» apportate – in qualche caso senza provvedimenti ufficiali – al piano industriale approvato in consiglio comunale. A partire dal «sacrificio» dello spazzamento delle strade sull’altare del riassetto per finire alla distribuzione dei bidoni della discordia – consegnati in piena pandemia, ma mai presi in carico dagli amministratori di condominio – e alla scomparsa dei mastelli. Insomma, una serie di punti ripetutamente finiti al centro di polemiche e denunce – a volte, presentate dagli stessi alleati di Giovanni Palomba – destinati a rendere incandescente l’autunno dei rifiuti in città.

@riproduzione riservata