Andrea Ripa

Elezioni a Poggiomarino, Annunziata e Falanga a caccia dei voti degli indecisi: ballano 2500 preferenze

Andrea Ripa,  

Elezioni a Poggiomarino, Annunziata e Falanga a caccia dei voti degli indecisi: ballano 2500 preferenze

Nell’insolita campagna elettorale ai tempi del Coronavirus, a Poggiomarino – che vede solo due aspiranti sindaci in corsa per la fascia tricolore – ogni voto pesa come un macigno. Nella corsa tra Giuseppe Annunziata, candidato del centrosinistra, e Maurizio Falanga, leader del centrodestra, un fattore determinante lo avranno gli indecisi. Vero e proprio ago della bilancia in una competizione che, rispetto a quattro anni fa, quando fu rieletto al ballottaggio il sindaco Leo Annunziata, ha visto «sparire» tre coalizioni con altrettanti candidati alla fascia tricolore. Sull’esercito degli “abbandonati” dalle civiche e dai partiti che hanno deciso di «non» prendere parte alla tenzone elettorale – tra gli ex centristi di Marcello Nappo e le meteore del Movimento Cinque Stelle – si giocherà la campagna elettorale di Poggiomarino. Un bacino di 2500 voti su cui Giuseppe Annunziata e Maurizio Falanga si sono fiondati dal giorno dopo in cui sono state presentate le liste elettorali in municipio. Anche perché, numeri alla mano, le due coalizioni – prendendo come riferimento la tornata elettorale del 2016 – si equivalgono. Al primo turno arrivò Falanga (oggi di nuovo alla guida della coalizione di centrodestra) davanti di poco. Con il 39,9% e 4897 riuscì a mettersi dietro Annunziata (Leo, il filosofo oggi al timone della sezione regionale del Pd) che con 4815 e il 39,2% iniziò la battaglia in leggero svantaggio. Il ballottaggio successivo poi scrisse una storia completamente diversa. Ma in quella competizione c’erano tre candidati alla carica di sindaco, non riuscirono a raggiungere il ballottaggio, ma strapparono poco più di 2500 preferenze in tre, voti che oggi potrebbero risultare fondamentali per la vittoria finale. Marcello Nappo alla guida della coalizione dei centristi riuscì a portare a casa 1463 preferenze (con l‘11,92% dei voti totali). Ciro Aniello D’Ambrosio, candidato sindaco del Movimento Cinque Stelle, quattro anni fa alla prima storica partecipazione e oggi invece spariti dal panorama politico cittadino, conquistò 837 cittadini (per il 6,81% delle preferenze). E infine il prof. Mariano Beneduce, con una lista civica che valse 261 voti totali per un equivalente 2,12%. Oggi, rispetto a quattro anni fa, nessuno di quei tre outsider è in campo. Il Movimento si è eclissato, mentre il leader dei centristi che fino all’ultimo ha provato a mettere in piedi una coalizione con cui sfidare i due unici candidati alla carica di sindaco, ha dovuto alzare bandiera bianca all’ultimo. Oggi quel bacino di voti che quattro anni fa non  era andato né al centrosinistra e né al centrodestra è un bacino che fa gola. A Giuseppe Annunziata, quanto a Maurizio Falanga. Un bottino che potrebbe risultare fondamentale in una guerra all’ultimo voto che s’è innescata nel giorno della presentazione delle liste, perché la tornata elettorale del 20 e 21 settembre prossimi sarà decisiva. Non ci sarà ballottaggio ed anche una preferenza in più potrebbe risultare determinante.