L’allarme babygang a Pompei. Candidati a confronto, il M5s rinuncia

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L’allarme babygang a Pompei. Candidati a confronto, il M5s rinuncia

Questione sicurezza e nuovo allarme baby-gang. La politica si interroga per arginare il tema ora forse più sentito dai cittadini di Pompei perché riesploso, con tutta la sua forza, dopo la feroce aggressione operata una settimana fa da un branco di 25 ragazzini ai danni dell’ultima vittima: un 14enne di via San Giuseppe, pestato all’interno della Fonte Salutare e spedito poi al pronto soccorso con ferite al cranio e una prognosi finale di cinque giorni. Il candidato sindaco del centrosinistra, Carmine Lo Sapio, propone soluzioni drastiche: «Il fenomeno baby-gang, a Pompei, esplose 12 anni fa. All’epoca, io ero assessore comunale alla sicurezza. Riuscimmo a sconfiggere le baby-gang in pochi mesi. Come? Distribuendo per le strade vari gruppi di vigili urbani in borghese ma, soprattutto, istituendo un divieto di transito in città per tutti i motorini a partire dalle ore 18. Un divieto che andrebbe ripristinato come misura d’emergenza, oltre a rilanciare la funzione preventiva della Polizia Municipale di Pompei attraverso il nostro programma che prevede il presidio del territorio da parte di un “Vigile di Quartiere”». «Si tratta di episodi che fanno male a Pompei e a tutti noi», commenta invece il candidato sindaco della Coalizione Civica per Pompei, Domenico Di Casola, che per «risolvere l’annosa questione di micro e macro-criminalità cittadina» prospetta «un centro pedonalizzato, controllato da dispositivi di videosorveglianza congiuntamente a un presidio costante delle forze dell’ordine sul territorio». Sul punto, il leader della Civica di larghe intese propone il «trasferimento del comando della polizia municipale nei locali dell’ex Pretura di Pompei per creare un unico centro dedicato alla sicurezza pubblica della città. Mentre, nei locali della sede attuale della Municipale dovrebbe restare un presidio di vigilanza». Il candidato sindaco del MoVimento 5 Stelle, Angelo Di Prisco, insieme agli altri attivisti grillini, non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione al nostro giornale: un’occasione di confronto persa, soprattutto per gli elettori. Peccato.