La rivoluzione degli ambulanti vesuviani

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La rivoluzione degli ambulanti vesuviani

Continueranno a girare per le piazze e per le strade della Campania, ma oltre ai prodotti esposti e le banconote nei registratori di cassa guarderanno con occhio attento anche lo smartphone. Gli ambulanti dei comuni vesuviani si «convertono», per così dire, e avviano un piano di vendite che viaggerà anche attraverso la rete.
Un programma che rappresenta una fase 2.0 per un’intera di categoria di lavoratori, tra le più colpite dell’emergenza Coronavirus e che ancora oggi sta facendo i conti con gli strascichi di una pandemia che sta tornando con la solita preoccupante violenza virale. Nonostante i tentativi e la riapertura – non in tutte le città – delle fiere settimanali, per gli ambulanti – anche a causa della crescita dei casi – non sono escluse misure drastiche che ne limitino la possibilità di lavorare in futuro. Anche per questo da alcuni giorni è attiva la piattaforma miol-online.com: il primo portale dedicato alle vendite in rete per gli ambulanti. Un sistema rivoluzionario attivo da oggi e che consentirà ai lavoratori di provare a conquistare anche un’altra fetta di mercato, quella degli acquisti su internet. Un altro passo per sfidare una crisi economica che attanaglia l’intero comparto da mesi. «Abbiamo portato avanti la nostra posizione progressista, sapendo che il futuro della categoria passa anche attraverso internet», spiegano i vertici dell’associazione che hanno fortemente voluto la nascita della piattaforma in rete. Miol-online è il primo portale per le vendite in rete per gli ambulanti, a supportare l’iniziativa sono stati i componenti di Avac (associazione venditori ambulanti Campania) – rappresentati da Arcangelo Franzese – che hanno fortemente creduto nella nascita di una portale per l’e-commerce. Insomma un modo per sfidare le piazze vuote e venire incontro alle paure della gente. «E’ la prima pagina internet dedicata in tutta Italia alla categoria degli ambulanti», spiegano i promotori del progetto telematico che è partito alcuni giorni fa. «Non ci saranno costi di attivazione, né commissioni per i venditori. Si tratta di un programma innovativo per la nostra categoria». Quello degli ambulanti è uno dei settori che hanno maggiormente risentito della crisi economica figlia della pandemia, il lockdown forzato a causa della chiusura totale del Paese ha avuto contraccolpi che in alcuni casi hanno avuto risvolti addirittura drammatici.
In molti, dopo i cento giorni di blocco forzato e di chiusura totale delle piazze e delle strade da parte del governo, non sono tornati a lavoro. Molti altri lo hanno fatto, ma si trascinano dietro le difficoltà di un periodo che è apparso infinito. Neanche gli striminziti aiuti previsti da Governo e Regione sono riusciti ad alleviare una situazione di crisi generale, in mezzo le tasse da pagare ai vari Comuni per l’occupazione del suolo pubblico e per lo smaltimento dei rifiuti. Tasse da pagare nonostante il lungo periodo di inattività.