Angri. L’appello di un papà disperato: «Non mi fanno vedere più mio figlio»

Mario Memoli,  

Angri. L’appello di un papà disperato: «Non mi fanno vedere più mio figlio»

Questa mattina a distanza di mesi avrebbe dovuto vedere suo figlio, 8 anni, ma anche stavolta non riuscirà a farlo e non per colpa sua. Ennesimo appello del 45enne di Angri Domenico Faiella, autista di Busitalia, che non riesce a far valere una sentenza del tribunale civile di Nocera Inferiore. Il bambino, affidato alla madre  e ai servizi sociali, dovrebbe incontrare il padre una volta a settimana nel corso di sedute protette, ciascuno della durata di un’ora, con libertà di contatti telefonici, secondo le prescrizioni del Tribunale per i minorenni di Salerno. «Non lo riesco ad incontrare, non ci posso neanche parlare al telefono perché la madre non me lo permette e non lo permettono neppure i servizi sociali», racconta Faiella. E non è bastato neppure un esposto ai militari dell’Arma. «Ho riferito tutto ai carabinieri, mio figlio chiede di me e vuole stare con me (come si evince da messaggi audio), ma nessuno mi ascolta e non so come fare». L’autista di Busitalia che ha chiesto aiuto anche al quotidiano Metropolis aveva provato a scrivere alla donna, di origini romene,  chiedendo di parlare con il piccolo, ma lei avrebbe staccato il telefono, adducendo motivazioni diverse di volta in volta. Il bambino, in particolare, aveva registrato degli audio via Whatsapp in cui si rivolge al responsabile dei Servizi sociali, telefonicamente, chiedendo di vedere il genitore. La questione conflittuale tra padre e madre rende allo stato impossibile, per Faiella, frequentare suo figlio, con l’affidamento alla madre disposto dal tribunale e la vicenda seguita dagli uffici dei servizi sociali del Comune. Alcune relazioni riportano incontri effettuati in modalità protetta tra maggio e luglio, cinque complessivamente, registrando miglioramenti nel rapporto affettivo padre-figlio, con una richiesta scritta del piccolo per andare al mare col padre e annotando questioni economiche tra la donna e lo stesso Faiella: lei lo accusa di non provvedere ai bisogni del piccolo, mentre il bambino riferisce di essere indotto dalla madre a chiedere soldi, in un nodo di rivendicazioni che non tutela il minore e la sua stabilità affettiva. Faiella- dice – aveva chiesto di trascorrere due settimane al mare con il figlio, come richiesto anche dallo stesso bambino, ottenendo un ennesimo rifiuto dalla donna. L’autista di Busitalia è anche un candidato al consiglio comunale di Angri con il sindaco uscente Cosimo Ferraioli. «Sono a disposizione della città di Angri che amo tanto però a me preme vedere mio figlio. Oggi avrei dovuto vederlo come da calendario, ma già mi è stato detto di non poterlo fare perché comincia la scuola… Ma in Campania le scuole non iniziano il 24 settembre? Oppure stiamo parlando di un’altra regione?», si chiede tra rabbia e ironia il 45enne angrese.