Borrelli: “Integrazione e cultura per fermare la violenza”

Redazione,  

Borrelli: “Integrazione e cultura per fermare la violenza”

Agnese Borrelli, conosciuta come Rosaria, ex sindaco di Boscotrecase, dirigente Asl e candidata alle prossime regionali con De Luca con la lista civica Fare democratico. Cosa si aspetta da questa tornata elettorale?

«Credo di essermi impegnata ancora una volta per il mio territorio con tutte le mie energie. Spero davvero di aver la possibilità di poter dimostrar che dalla provincia arrivano energie nuove e forti per dar slancio alla nostra Campania, continuando a parlar con la gente e rappresentandoli in consiglio regionale con il Presidente Vincenzo De Luca».

De Luca ha annunciato che la scuola inizierà il 24. Molti sindaci invece rinviano. Le che ne pensa?

«Credo che la scuola sia un bene primario per una società civile che punta alla rinascita di un paese ricco di tradizioni, cultura, storia. E che la Campania, come il Sud in generale non sia da meno a nessuno, ma anzi, possa attraverso il recupero del proprio patrimonio diventar un’eccellenza italiana. Il nostro governatore ha ben pensato di dar agio a presidi e Istituti di organizzare a 360 gradi la riapertura nel rispetto delle regole anticovid, rassicurando anche le famiglie».

Come si gestisce l’emergenza Covid che sta tornando a fare paura?

«Attenerci alle indicazioni dell’Oms, alle direttive sanitarie locali e nazionali. Non possiamo far altro che fidarci e affidarci. E soprattutto pulire spesso le mani, indossar le mascherine ed evitar assembramenti. Dobbiamo convivere con il virus fino al vaccino, tutelando i nostri anziani che sono maggiormente a rischio e dando regole più ferree ai nostri giovani».

Esiste un tema violenza: cosa si può far per dar sicurezza e validi strumenti a chi vuol vivere liberamente il proprio essere, senza restrizioni o rischi?

«Una società sana accetta e accoglie, non vive limitando o ghettizzando l’altro. In questo percorso di rispetto e condivisione sono fondamentali la famiglia e la scuola. La non accettazione dell’altro diverso da noi per sesso, religione o colore della pelle ha radici profonde e antiche. Il razzismo merita di esser denunciato e condannato sempre, ed ai bambini ed ai giovani dobbiamo insegnare il rispetto di chi può solo arricchirci con la propria umanità».

CRONACA