Coronavirus: aumentano i ricoveri al Centro-Sud. Più 8,5% in 7 giorni

Redazione,  

Coronavirus: aumentano i ricoveri al Centro-Sud. Più 8,5% in 7 giorni

Aumentano in Italia i ricoveri per il Covid-19 soprattutto nelle regioni del Centro e del Sud: infatti, se si analizza l’andamento dei pazienti ricoverati sul totale dei positivi, si vede un incremento maggiore nelle regioni del Centro (dove viene ricoverato l’8,55% dei positivi contro il 7,96% della settimana scorsa) e del Sud (8,52%) rispetto alle regioni del Nord (4,38%). In particolare si registra un aumento in Abruzzo (dove questa settimana è stato ricoverato il 7,78% dei positivi contro il 6,88% della scorsa settimana), Lazio (9,43% ), Molise (6,19% ) e Umbria (6,32% ), mentre nelle Marche una lieve diminuzione durante l’ultima settimana (3,54% di questa settimana contro il 4,58% della scorsa). L’andamento generale è in aumento nella quasi totalità delle regioni del Sud e delle Isole. La Sardegna registra un aumento considerevole di ricoverati nell’ultima settimana sul totale dei positivi: 7,14% contro il 4,86%. È quanto emerge dalla 20ma puntata dell’Instant Report Covid-19, iniziativa dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell’Università Cattolica di confronto sistematico dell’andamento della diffusione del Sars-COV-2 a livello nazionale. Il gruppo di lavoro è coordinato da Americo Cicchetti, Ordinario di Organizzazione Aziendale presso la Facoltà di Economia dell’ateneo. Per quanto riguarda il Nord spicca tra tutti il dato della Valle d’Aosta, dove la percentuale di ricoverati sui positivi cresce rispetto alla settimana scorsa passando all’11,9% contro il 5,13% della scorsa, (quindi un raddoppio dei ricoveri per covid), mentre in Piemonte avviene il contrario (5,56% di questa settimana vs 6,39% della scorsa). Si segnala un andamento pressoché stabile in Lombardia (3,32% vs 3,35%).

Il Report evidenzia anche che il tasso dei tamponi effettuati (numero di tamponi per 1000 abitanti) è in diminuzione dalla scorsa settimana, e pari a 9,62 tamponi per 1000 abitanti (la settimana scorsa il tasso era di quasi 11 per 1000). Secondo i dati della Protezione Civile (che a partire dal 25 giugno fornisce quotidianamente informazioni sulla modalità di identificazione dei nuovi casi distinguendo tra tamponi eseguiti a seguito di un sospetto clinico e come attività di screening), si vede che nella maggior parte delle Regioni solo una minoranza dei casi accertati di COVID-19 risulta diagnosticata a partire dai test di screening. È la Puglia a registrare il valore più basso nella percentuale di casi totali diagnosticati a partire dal sospetto clinico (33%) e quindi il più alto dei casi diagnosticati nell’ambito di attività di screening. Nella maggior parte delle Regioni la quasi totalità dei casi accertati di COVID-19 risulta diagnosticata a partire dal sospetto clinico. Il report a partire da questa settimana prende anche in esame gli sforzi delle regioni per ridurre le liste d’attesa inesorabilmente aumentate per far fronte all’emergenza covid (secondo i dati sulle liste della Corte dei Conti già prima del covid non mancavano i ritardi: ad esempio, la classe di priorità delle prestazioni brevi – ossia da erogare entro 10 giorni-, nel 2018 l’82% di esse viene erogato nei tempi stabiliti, il restante 18% in ritardo). Finora solo Toscana e Marche hanno messo in atto dei provvedimenti per abbattere l’incremento delle liste d’attesa Covid-19-correlato.

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