Incubo Covid, altri 58 presidenti in fuga dai seggi elettorali

Redazione,  

Incubo Covid, altri 58 presidenti in fuga dai seggi elettorali

A tre giorni dal voto c’è un incubo che, accanto al Covid, non fa dormire i segretari generali e i sindaci dei Comuni. Sabato a mezzogiorno, quando dovranno essere insediati i seggi elettorali, nei quali gli italiani saranno chiamati a scegliere per il referendum, per il presidente della Regione e per le elezioni comunali, laddove si vota, saranno numerosi le defezioni tra presidenti di seggio e scrutatori. Il primo allarme è quello che viene da Castellammare. Ad, oggi, infatti, sono già 33 le lettere arrivate al Comune con le quali i presidenti di seggio già nominati hanno fatto sapere di non essere disponibili. Accanto a loro, sabato, tanti scrutatori che, visto il particolare momento, potrebbero tirarsi indietro. Identica scena vissuta a Torre del Greco dove, in queste ore, sono 25 le defezioni. A Torre, per il momento, si sta ovviando nominando i supplenti. Ma se continua così non basteranno. A Castellammare, poi, un problema ulteriore, poi, potrebbe sorgere nel seggio 40, quello che si trova all’interno dell’ospedale San Leonardo di Castellammare e per il quale si fa fatica a trovare personale disponibile. Anche nelle altre città, pur non essendo arrivate lettere di rinuncia, la situazione resta particolarmente tesa. Perché, rispetto a quello che si incassa in due giorni di partecipazione ai seggi elettorali, i rischi sono considerati notevolmente superiori ai guadagni. Un presidente può guadagnare anche 196 euro mentre uno scrutatore ne incassa 148. Cifre davvero basse rispetto ai rischi penali a cui, in giorni difficili come questi, si aggiungono anche i pericoli dell’emergenza sanitaria. Due giorni in ambienti chiusi, a contatto con migliaia di persone, stanno facendo cambiare idea a molti dei presidenti e degli scrutatori nominati. Del resto, per permettere agli italiani di andare al voto, il Governo aveva varato anche misure ad hoc. Per l’election day di settembre, che accorpa politiche, amministrative e referendum, il provvedimento rileva “la necessità di adottare adeguate misure per assicurare l’esercizio del diritto di voto anche degli elettori positivi al Covid-19 in quarantena e di tutti coloro che si trovano in isolamento fiduciario”. Ecco quindi che nelle strutture sanitarie con almeno 100 e fino a 199 posti-letto, che ospitano reparti Covid, verranno costituite sezioni elettorali ospedaliere. Novità anche per le modalità di voto. Per prevenire i rischi di contagio sarà lo stesso elettore, dopo essersi recato in cabina ed aver votato e ripiegato la scheda elettorale, a provvedere ad inserirla personalmente nell’urna. Il tutto mentre i numeri salgono: sono 195, di cui 21 casi da rientro (o collegati a persone rientrate dalle vacanze), i nuovi positivi al Covid rilevati in Campania, su 8.473 tamponi analizzati. Nel bollettino quotidiano dell’Unità di crisi, aggiornato alla mezzanotte scorsa, si segnalano anche tre vittime (il totale dei decessi sale a 455) e 82 guariti. Aumentano, in Italia, anche i pazienti ricoverati nei reparti ordinari (sono 2.348, 63 più di mercoledì), nelle terapie intensive (+5 rispetto a ieri per un totale di 212) e in isolamento domiciliare (ora sono 38.853, 813 più di ieri). Il totale dei dimessi e dei guariti è invece di 215.954, con un incremento di 689 persone nelle ultime 24 ore. Situazione critica a Torre Annunziata, dove, ieri sono stati comunicati ben otto casi di nuovi contagi. Si tratta di soggetti asintomatici che si trovano in isolamento presso le proprie abitazioni. Sale, dunque, a 31 il numero delle persone che hanno contratto il Coronavirus nella città oplontina dall’inizio dell’emergenza epidemiologica, con dieci casi attualmente positivi. Altri sei casi a Castellammare con due persone che, nelle ultime ore, hanno anche necessitato del ricovero al Covid H di Boscotrecase. Il totale dei contagiati, in Italia,  comprese vittime e guariti, sale a 293.025. E’ invece stabile l’incremento delle vittime: era di 12 mercoledì, è di 13 ieri, per un totale complessivo dall’inizio dell’emergenza di 35.658.