Salvatore Dare

Nozze, un settore in crisi. Uno sportello in Comune a Sorrento

Salvatore Dare,  

Nozze, un settore in crisi. Uno sportello in Comune a Sorrento

Sorrento. Uno sportello ad hoc, che possa promuovere le bellezze di Sorrento e cercare di invogliare i turisti, specialmente quelli stranieri, a tornare qui dove il mare luccica per giurarsi amore eterno. E’ l’ultimo progetto messo a punto dal sindaco Giuseppe Cuomo che, l’altro giorno, nell’ultima seduta di giunta del suo mandato, ha fatto approvare una delibera con cui cerca di imprimere l’input alla ripartenza del business nozze. Si tratterà di un ufficio ad hoc, praticamente, che – in via sperimentale – avrà anche l’impegno di dover raccogliere le prenotazioni e organizzare le cerimonie, magari pure con il coinvolgimento di privati. «Il settore dei matrimoni costituisce una voce importante dell’economia locale, in grado di fungere da volano a tutto un settore, dalle agenzie di specializzate ai ristoranti, dai catering agli hotel, all’intero indotto, in grado di aiutare la ripresa post pandemia, per cui è opportuno favorirne la ripresa anche attraverso la reintroduzione dello sportello, in via sperimentale, con compiti di promozione dei matrimoni stessi specie per il prossimo anno» scrive di suo pugno Cuomo all’interno della delibera. Il settore dei matrimoni è letteralmente in crisi. Prima che esplodesse la pandemia, produceva un fatturato di quasi dieci milioni di euro l’anno. Ma ora è in ginocchio a causa dell’emergenza. E’ sempre stata Sorrento la “capitale” del wedding tourism della penisola sorrentina: oltre 400 coppie, in media, fino al 2019 hanno scelto la città del Tasso per pronunciare il fatidico sì e giurarsi amore eterno.

Poi è arrivato il Covid 19, il lockdown e lo stop agli arrivi dall’estero. Senza dimenticare che, seppur ci sia stata una riapertura, i grandi gruppi specialmente quelli britannici risultano essere fermi, ancora, in direzione Sorrento. Al momento ci sono circa trenta cerimonie prenotate: la location preferita è ovviamente il Chiostro di San Francesco di Sorrento che, è chiaro, dopo il restyling tanto contestato anche dagli ambientalisti, ha visto già diminuire le prenotazioni, prima che arrivasse il coronavirus. Le altre location scelte dagli sposi sono la Sala degli Specchi del museo Correale di Terranova, Villa Fiorentino e ovviamente la casa comunale di piazza Sant’Antonino. Senza dimenticare che nelle vicine Massa Lubrense, Sant’Agnello, Piano di Sorrento, Vico Equense e Meta i numeri erano in costante crescita. Si spera ovviamente che già l’anno prossimo le cose possano migliorare. Il wedding tourism era in forte espansione, consentiva a tanti dipendenti stagionali di avere lavoro e vedeva gli stessi Comuni incamerare soldi in contanti per le tariffe che le coppie devono liquidare per pagare il servizio prestato dalle amministrazioni municipali e i dipendenti e per la preparazione delle sedi delle nozze. Dall’Inghilterra agli Stati Uniti d’America, dalla Francia all’Asia, passando ovviamente per i Paesi nord-europei a sudamericani. L’indotto turistico auspica un rilancio pure dei matrimoni perché ne giova d’altronde un giro che contempla anche ristoranti, alberghi, addetti alle cerimonie, fiorai, fotografi ed autisti che riescono a sbarcare il lunario pure grazie a una forma semplice e redditizia di wedding tourism. @riproduzione riservata