Coronavirus: contagi in calo e nuove restrizioni che chi viene dall’estero

Redazione,  

Coronavirus: contagi in calo e nuove restrizioni che chi viene dall’estero

Contagi in calo e numero di vittime stabile. L’Italia continua a reggere l’impatto della seconda ondata del virus, ma aumenta la necessità di limitare rischi proteggendosi dal resto d’Europa, dove invece il Covid sembra dilagare. Nella lista degli ‘attenzionati’ finisce anche la Francia, che rivive il dramma dei mesi scorsi con 10mila contagi al giorno. Adesso chi arriva nel nostro Paese da Parigi e altri territori delle zone rosse d’Oltralpe sarà obbligato a sottoporsi al test molecolare o antigenico. A firmare l’ordinanza è lo stesso ministro Speranza, per il quale i dati europei “non possono essere sottovalutati” e “serve ancora grande prudenza per non vanificare i sacrifici fatti finora”. Precauzioni che arrivano nel giorno in cui l’ultimo bollettino conferma la netta differenza sui casi tra l’Italia e il resto del continente in generale, dove anche la Spagna e il Regno Unito sono alle prese con dati e previsioni drammatiche, non troppo distanti dalla grave situazione francese. Nelle ultime 24 ore, dalla Lombardia alla Sicilia, sono invece 1.350 i nuovi malati a fronte dei 1.587 del giorno precedente. Altre 17 vittime fanno salire il numero totale dei morti a 35.724 mentre il numero complessivo dei contagi dall’inizio dell’emergenza, comprese le persone già guarite, sfiora le 300mila persone. Ma è in netta diminuzione il numero di tamponi effettuati: 83.428, circa 28mila in meno. La Campania è l’unica regione che supera i 200 nuovi casi (+243), seguita dal Lazio (+198). Sugli ultimi dati influisce anche il calo dei nuovi malati in Lombardia, 90 in un giorno.

Continuano ad aumentare però i posti occupati in terapia intensiva (+10) dai pazienti Covid: sono complessivamente 232. Tornano a salire i ricoverati negli altri reparti: sono 2.475 (+110 rispetto a ieri) e aumentano ancora le persone in isolamento domiciliare, sono 42.372 (+861) e nel complesso sono 45.079 (+981) gli attualmente positivi. I dimessi e i guariti sono 218.703 (+352). Tra i casi di contagio, sono in aumento quelli tra i ristoratori e coloro che operano nelle strutture alberghiere, passati – secondo l’Inail – dal 2,5% di marzo-maggio, al 4,3% di giugno-agosto, con il 5,0% solo ad agosto. Con la graduale ripresa delle attività in estate i più colpiti dal virus sono anche i lavoratori nel campo del noleggio, agenzie di viaggio e servizi di supporto alle imprese (cresciute dal 4,3% del periodo marzo-maggio al 7,7% di giugno-agosto e al 13,7% nel solo mese di agosto). Circa un terzo dei casi mortali riguarda ancora personale sanitario e socio-assistenziale e al 31 agosto sono stati denunciati all’Inail 52.209 contagi sul lavoro con un’incidenza del 19,4% rispetto al totale dei casi: 846 in più tra i lavoratori rispetto a quelli rilevati dal monitoraggio al 31 luglio. Su questo fronte i casi mortali causati dal Covid sono arrivati a 303 (+27) e più di otto denunce su dieci sono concentrate nel Nord.

Numeri importanti, ma non preoccupanti quanto quelli in Croazia, Grecia, Malta e Spagna – dalle quali è già previsto il test per chi arriva in Italia – a cui ora nella nuova ordinanza si aggiungono varie regioni della Francia, come Alvernia-Rodano-Alpi, Corsica, Hauts-de-France, žle-de-France, Nuova Aquitania, Occitania, Provenza-Alpi-Costa azzurra. Resta inoltre il divieto di ingresso e transito per chi nei quattordici giorni antecedenti ha soggiornato o transitato in 17 Paesi: Armenia, Bahrein, Bangladesh, Brasile, Bosnia Erzegovina, Cile, Kuwait, Macedonia del Nord, Moldova, Oman, Panama, Perù, Repubblica Dominicana, Serbia, Montenegro, Kosovo e Colombia.