Giovanna Salvati

Torre Annunziata. Attentato alla nipote del boss

Giovanna Salvati,  

Torre Annunziata. Attentato alla nipote del boss

Altro raid di fuoco e la tensione continua a salire in città. E’ stata incendiata durante la notte una Renault Clio nel rione popolare in via Settetermini. Il rogo è scattato intorno all’una e a dare l’allarme sono stati i residenti del quartiere che hanno allertato tempestivamente i vigili del fuoco. Secondo una prima ricostruzione ad alimentare l’incendio sarebbe stato del liquido infiammabile che ha distrutto la macchina. L’auto era stata parcheggiata dalla proprietaria all’isolato 1, la donna però non abita nelle palazzine popolari ed è stata avvertita solo durante la notte del rogo. Le fiamme sono state subito domate ma resta da capire ora le motivazioni dell’ennesimo raid di fuoco che arriva ad appena 24 ore da un altro raid in via Caccia e nei confronti degli affiliati al clan dei Gionta. Una bomba carta piazzata davanti all’abitazione che ha distrutto due auto e l’ingresso di un’abitazione. La proprietaria della macchina questa volta non è però per nulla anonima, al contrario, seppur incensurata, è la nipote di Anna Gallo, alias a Ninnacchera considerata ancora – dagli inquirenti – una matrona del sodalizio criminale dedito allo spaccio di stupefacenti in città. D’altronde le pesa l’eredità di vedova del boss Ernesto Venditto. Suo marito è stato per anni il capo indiscusso del sodalizio criminale dei “Bicchierini” legato alla cosca dei Gallo. Anna Gallo è anche la madre di Aurelio Venditto: fu ucciso in un agguato il 28 febbraio del 1999 dai sicari del clan Birra-Iacomino di Ercolano su ordine dei Gionta prima dell’alleanza tra Chierchia e Gionta. La pioggia di piombo fu esplosa in vico del Fico a Torre: secondo l’Antimafia i killer erano stati chiesti in prestito dai Chierchia, alleati dei Gionta. Un delitto di vendetta per punire Ernesto Venditto padre della vittima. Da anni Gallo è sempre stata considerata una delle matrone del rione Provolera e all’età di 74 anni fa leva sulla sua esperienza di vita quella che i «ragazzi di oggi non hanno». Era quello che dichiarava in una delle intercettazioni telefoniche nell’ultima inchiesta dei mesi scorsi. Anna Gallo fotografava, in modo inconsapevole, il mutamento di una generazione di giovani pusher. In quelle lunghe telefonate con il figlio – reclutato a Latina – raccontava ciò che accade a Fortàpasc, ricostruisce la divisione delle piazze di spaccio e la sua voce diventa la sintesi perfetta di come, anche la Spa della camorra, è cambiata. Se il raid sia legato a lei per ora resta una delle ipotesi più accreditate e una delle piste che i carabinieri stanno seguendo. L’autovettura è stata sottoposta a sequestro e nelle prossime ore la donna sarà ascoltata in caserma. Per ora ha dichiarato di non aver mai ricevuto intimidazioni o minacce. @riproduzione riservata