Polizia nei seggi fino a notte fonda, il giallo della sezione 13 sulle elezioni di Pompei

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Polizia nei seggi fino a notte fonda, il giallo della sezione 13 sulle elezioni di Pompei

“Incongruenze sul voto” e polizia al seggio: il riconteggio delle schede alla sezione 13, nella scuola di via Messigno, e alla 17, in via Ponte Nuovo, apre un giallo sul nuovo sindaco di Pompei. Sembrava essere Carmine Lo Sapio, aveva vinto al primo turno grazie a 35 voti. Un successo al fotofinish – giunto al termine di uno spoglio “lumaca” durato oltre 10 ore e duramente contestato da chi avrebbe perso – quello ottenuto ieri dal segretario locale del Partito Democratico e leader di una coalizione di centrosinistra compattatasi attorno a 7 liste. Carmine Lo Sapio (al momento in cui il giornale va in stampa) ha ottenuto circa 7300 voti, conquistando il 50,2% delle preferenze, spuntandola di misura sul suo principale competitor: Domenico Di Casola, candidato sindaco della Coalizione Civica per Pompei, attestatosi intorno al 45,6% nonostante abbia fatto il pieno di preferenze personali. Sono quasi 6560 i voti espressi per Di Casola da poco più di 17mila pompeiani recatisi alle urne per le Amministrative del 2020. Sembrava finita, poi l’inizio del giallo: la segreteria comunale impone il riconteggio, irrompe la polizia. Dovessero riscontrarsi “incongruenze” si andrà quindi al ballottaggio. Se ne saprà di più domani. Nel frattempo, l’analisi del voto cittadino segnala una chiara tendenza. A Pompei, il vero vincitore di una campagna elettorale dai toni aspri è stato il cosiddetto voto disgiunto. Perché se è vero che il robusto cartello elettorale costruito da Lo Sapio, orfano del simbolo del Pd, ha tenuto grazie a un lusinghiero risultato (il 58% per cento circa dei voti) ad abbassarsi nettamente sono stati i numeri a sostegno del proprio candidato sindaco, costretto a cedere quasi 6 punti percentuali per effetto del voto disgiunto a vantaggio del competitor Di Casola. L’avvocato di Pompei è stato invece “tradito” da una squadra debole e dalla debacle della propria lista forte “Alleati per Pompei” di Alberto Robetti, fermatasi al 7,40% circa dopo aver racimolato appena mille voti. L’ultimo candidato, Angelo Di Prisco, del MoVimento 5 Stelle, si è fermato a circa 600 voti. La lista dei grillini si è attestata intorno al 4%: starà fuori dal consiglio comunale. Questi i freddi numeri della giornata, ma la cronaca è altra: racconta di ritardi nello spoglio, errori nei primi exit-poll, anche di rappresentanti di lista poco esperti, che iniziano a inviare numeri quasi a casaccio, che dunque confondono le prime proiezioni diffuse nei due comitati elettorali di Lo Sapio e di Di Casola coi loro maxi-schermi ben piazzati in pieno centro, a via Lepanto. I primi dati, alle ore 11, danno Lo Sapio al 55%: sembra una vittoria schiacciante. Il segretario dei Dem ha lo spumante già in ghiaccio, poi qualcosa va storto. I numeri sono sbagliati, iniziano le contestazioni in 3 sezioni “chiave”: la 23, ma soprattutto la 13 in via Messigno e la 17, in via Ponte Nuovo, feudo dell’ex diessino Giuseppe La Marca, dove la coalizione avversaria contesta 26 schede bianche “anomale”. E’ per questo che Domenico Di Casola, già oggi, chiederà ufficialmente il riconteggio alla commissione elettorale. La presunta vittoria, per Lo Sapio, arriverà solo alle ore 19. Il nuovo sindaco di Pompei piange, abbraccia la moglie e suo figlio, Gigi, candidato al consiglio comunale. Poi si sfoga: «Sono sfinito, ringrazio tutti.Da domani sarò al lavoro per una città migliore». Domenico Di Casola, invece, preannuncia ricorso e commenta: «Noi siamo i vincitori sul piano politico, sul piano elettorale è tutto da verificare. Il grande sconfitto è Carmine Lo Sapio». Ricorsi a parte, alla maggioranza di governo (senza premio aggiuntivo) spetterebbero 10 consiglieri, sindaco Lo Sapio compreso. L’opposizione, che adesso spera nel riconteggio, avrà 6 seggi a Palazzo de Fusco. I 5 Stelle staranno a guardare.

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