Scandalo rifiuti a Torre del Greco, il sindaco-imputato attacca tutti in tribunale

Alberto Dortucci,  

Scandalo rifiuti a Torre del Greco, il sindaco-imputato attacca tutti in tribunale
Ciro Borriello in aula

Torre del Greco. Al termine di quattro ore di udienza – in cui sono stati ricostruiti i restanti «incontri clandestini» organizzati in via Panoramica a Trecase e i vari appalti aggiudicati dal Comune di Torre del Greco per garantire i servizi di igiene urbana in città – non è riuscito a frenare il desiderio di intervenire per fare chiarezza su alcuni passaggi-chiave della storia dei rifiuti all’ombra del Vesuvio. L’ex sindaco Ciro Borriello è stato il «protagonista» dell’ultima udienza del processo sulla monnezza connection costata l’arresto allo stesso ex primo cittadino e ai vertici della ditta Fratelli Balsamo: «Vorrei raccontare sinteticamente i fatti – la premessa dell’imputato eccellente ai giudici della seconda sezione penale del tribunale di Torre Annunziata – perché fino a ora mi è sembrato di ascoltare solo supposizioni e contraddizioni».

Un intervento a gamba tesa per «contestare» la ricostruzione eseguita in aula dal maggiore della finanza Giuseppe Campobasso e dal brigadiere incaricato delle indagini: «Mi sembra di assistere a un film di fantascienza – il disappunto espresso ai magistrati – perché le indagini sono state costruite su due presunti falsi in atto pubblico sottoscritti dal sindaco per mandare via la ditta dei rifiuti e favorire i Fratelli Balsamo. Ebbene, oggi scopriamo come alla stessa guardia di finanza  era evidente la crisi della raccolta della spazzatura all’epoca in cui venne firmata l’ordinanza dello stato di emergenza».

Non a caso, come sottolineato durante le dichiarazioni spontanee da Ciro Borriello, i due capi d’accusa relativi ai falsi in atto pubblico sono stati archiviati: «L’unica cosa falsa in tutta la vicenda è la creazione dei due falsi in atto pubblico – le parole dell’ex primo cittadino – perché agli atti delle indagini c’è un’intercettazione del comandante dei carabinieri in cui, il giorno successivo la firma dell’ordinanza, si chiede cortesemente ai responsabili della ditta di rifiuti di ripulire le strade perché la situazione è insostenibile. Eppure, un’intercettazione così importante non è stata inserita nel fascicolo del pubblico ministero. Spero si sia trattata di una dimenticanza, ma non mi sembra l’unica».

Ma a pesare come un macigno sul «cuore» di Ciro Borriello sono le condizioni in cui oggi versa la quarta città della Campania: «è veramente fantascientifico che un sindaco che tiene la città pulita e risparmia due milioni di euro per i contribuenti viene accusato di corruzione – la rabbia di Ciro Borriello -. La ditta Buttol è stata richiamata senza una gara a evidenza pubblica, inizia il servizio e prende 800.000 euro di extra il primo mese di lavoro di cui 150.000 euro per differenziare i rifiuti.

Ho presentato già formale denuncia e prodotto filmati in cui si vede come alcuni netturbini prendevano rifiuti già selezionati e li mischiavano. Allora qui bisogna capire se scegliere un sindaco che si espone in prima persona e tiene la città pulita oppure chi artatamente tiene la città come se fosse in Afghanistan e aumenta il costo della tassa Nu. Questa è la sintesi della storia, poi sono a disposizione per rispondere a qualsiasi domanda e a fornire qualsiasi chiarimento».

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