Tiziano Valle

Castellammare. Il Museo di Stabiae è realtà: i tesori in mostra dopo 23 anni

Tiziano Valle,  

Castellammare. Il Museo di Stabiae è realtà: i tesori in mostra dopo 23 anni

Ci sono voluti 23 anni per riportare alla luce i tesori di Castellammare, ma da ieri il Museo di Stabiae è realtà. «Uno scrigno prezioso» – così come l’ha definito il sindaco Gaetano Cimmino – intitolato a Libero D’Orsi, l’illuminato preside che negli anni ’50 riprese gli scavi borbonici sulla collina di Varano e portò alla luce pezzi della storia della città di epoca romana. La mostra è allestita all’interno della Reggia di Quisisana così come ipotizzato nel 2007 da Comune e Soprintendenza, tracciando una strada che solo ieri a distanza di 13 anni ha permesso di far nascere un polo culturale straordinario, destinato a entrare «in un circuito che comprende gli Scavi di Pompei e di Ercolano, attirando turisti da ogni parte del mondo», come promesso dal neo direttore generale dei Musei del Ministero ai Beni Archeologici, Massimo Osanna.Un giorno storico per Castellammare di Stabia che muove finalmente i primi passi verso uno sviluppo turistico-culturale, atteso da troppi anni. Il Museo di Stabiae, inaugurato ieri alla presenza di autorità civili e militari, sarà visitabile da oggi. In inverno sarà aperto dalle 9 alle 17, mentre d’estate l’orario di chiusura sarà posticipato alle 19, il giorno di chiusura è il martedì. Il biglietto costa sei euro. All’interno è possibile ammirare parte degli oltre ottomila reperti dell’antica Stabiae, oltre che della Necropoli di Santa Maria delle Grazie e Villa di Carmiano a Gragnano. La mostra si apre con un video realizzato dal Mav di Ercolano, diretto dal giornalista stabiese Luigi Vicinanza, che racconta la storia di Libero d’Orsi con la voce narrante dell’attore Gianfelice Imparato. Il ministro Dario Franceschini ha dato forfait all’inaugurazione, ma ha voluto rivolgere il proprio saluto e la propria soddisfazione attraverso un messaggio: «Un progetto inseguito da decenni da studiosi e appassionati, sono felice che dopo Pompei e Ercolano anche la terza città sepolta dal Vesuvio nel ’79 riveda la luce proprio come desiderava il professore Libero d’Orsi». Un impegno, quello per Castellammare, ribadito anche dal generale Mauro Cipolletta responsabile della Buffer Zone: «Questa città è uno dei centri di maggiore interesse, per il quale abbiamo tanti progetti. La priorità sarà quella di migliorare il sistema dei trasporti per garantire i giusti collegamenti con il Museo». Anche perché la Reggia presto potrà ospitare anche il Museo Civico di Castellammare di Stabia e un polo di formazione universitario in accordo con la Scuola Superiore Meridionale.

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